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De Micheli da Fazio a CTCF: «Rimpasto? Non ci occupiamo di pettegolezzi e poltrone»5 min read

IN BREVE:

  • La ministra De Micheli è stata intervistata da Fabio Fazio domenica sera
  • Temi dell’intervista sono stati le manutenzioni stradali, le conseguenze del Covid sui trasporti
  • E ancora: Mes, possibili rimpasti di governo e persino il caso Suarez

UN’ARENA DI CONFRONTO: De Micheli a Che Tempo Che Fa: «i prefetti avranno la responsabilità di provare a coniugare gli orari della vita delle città».


Una ministra De Micheli a tutto tondo o quasi quella che è stata intervistata domenica sera da Fabio Fazio nella trasmissione televisiva in prima serata Che Tempo Che Fa su Rai 3. Il padrone di casa ha voluto toccare i temi del momento con il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, molti dei quali riguardano appunto la sua competenza.

 

Le manutenzioni

Le prime parole non potevano non riguardare la strettissima attualità: il maltempo (con tanto di forti nevicate) degli ultimi giorni ha confermato una volta in più, se mai ancora ce ne fosse bisogno, la fragilità delle infrastrutture italiane. Ciò anche a causa, come ha ricordato il ministro, di «un’altissima concentrazione di ponti e gallerie» in una nazione molto montuosa. Questo tipo di infrastrutture sono infatti le più fragili e devono essere oggetto di un “piano di rammendo” come ha ricordato Fazio, citando un’espressione di Renzo Piano.

autostrada
I cittadini sono stati colpiti da disagi nell’Autostrada A22 a causa delle forti nevicate.

De Micheli ha sottolineato gli importi stanziati per la manutenzione delle strade, più fragili delle ferrovie: 1 miliardo e 300 milioni sono stati affidati alle province e 3 miliardi ad Anas per il 2021. Il piano di rammendo può ora fare affidamento su un nuovo strumento, realizzato dal Consiglio Superiore dei lavori pubblici: un modello di misurazione della sicurezza di viadotti e gallerie uguale per tutti e a cui tutti devono ora uniformarsi. De Micheli rivendica infine quegli interventi di manutenzione in Abruzzo, Marche ma soprattutto in Liguria che quest’estate e non solo hanno tanto intralciato la circolazione: «la sicurezza prima di tutto» dichiara la ministra.

 

Le conseguenze del Covid sui trasporti

Intervistatore ed intervistata arrivano ai problemi sui trasporti derivanti dall’infezione da Covid-19. «Il trasporto pubblico locale ha a disposizione 1 miliardo e 200 milioni» afferma la esponente Dem, che ricorda come i capisaldi della riorganizzazione dei trasporti siano stati lo scaglionamento degli orari dalle 7 alle 9 per scuola e lavoro (in buona parte non attuato), lo smartworking per contrastare gli assembramenti nei mezzi pubblici, il riempimento massimo al 50% di questi ultimi. Inoltre 9700 mezzi in più su strada (anche privati) per un totale di oltre 20 milioni di km in più sono stati aggiunti per potenziare i trasporti.

Scene di affollamenti sui mezzi pubblici e correlate fotografie si sono sprecate in questi mesi ma il vertice del Mit ha sempre dichiarato che non ci sono prove che i mezzi di trasporto siano stati causa di focolai. «Sono stata la prima che ha dovuto bloccare tutto nella storia della Repubblica» ha con rammarico aggiunto De Micheli, che ammette: «abbiamo dovuto prendere decisioni non completamente concordate con le regioni». Fazio ha inoltre obiettato puntualmente che se «i cittadini non capiscono la ratio dei provvedimenti avranno difficoltà ad accettarli». Commento scaturito dalle critiche che hanno evidenziato (possibili) contraddizioni sui provvedimenti.

Fazio
Fazio interloquisce con De Micheli a Che Tempo Che Fa del 6 dicembre.

I Benetton, il caso Suarez

Fazio arriva così al tema più caldo sulla scrivania del ministro del Mit. I Benetton. La famiglia trevigiana infatti è ritenuta corresponsabile della mancanza di una sufficiente manutenzione sulle autostrade di competenza di Autostrade per l’Italia, che i Benetton controllano tramite Atlantia. Ma poiché tali investitori sono stati proposti per Alitalia Fazio giustamente si chiede «perché non sono buoni per le autostrade e vanno bene per Alitalia?». De Micheli lapidaria risponde: «non ero al governo (quando si propose ciò, sottinteso)». La ministra dem ha come obiettivo l’azzeramento di una storia che non ha avuto successo come quella di Alitalia perché a suo parere l’Italia deve avere una compagnia di bandiera.

Temi toccati sono anche i controlli su autostrade, stazioni ed aeroporti in particolare in prossimità delle feste, l’immancabile Mes e persino il caso Suarez. De Micheli è infatti amica del direttore sportivo della Juventus Fabio Paratici, indagato. Tra i due c’è stata una telefonata in cui «a una richiesta di informazione è seguita una informazione». Il tema era capire come si sarebbe potuto completare l’iter che avrebbe portato la cittadinanza italiana al calciatore e quindi al suo trasferimento alla Juventus, poi non avvenuto.

 

Il rimpasto

Fazio conosce inoltre le voci che girano attorno al governo su un possibile rimpasto. Uno dei nomi papabili secondo la stampa e le indiscrezioni è proprio quello di De Micheli. Il giornalista non può non chiedere al ministro di rilasciare una dichiarazione nel merito.  «Premesso che siamo tutti di passaggio…» esordisce la dem e aggiunge: «nel governo parliamo di temi e nessuno si occupa di poltrone». La ministra afferma di essere più interessata a lavorare con umiltà.

Un quotidiano ha persino riportato una dichiarazione di De Micheli, poi smentita dalla protagonista stessa. Avrebbe detto: «io sono la Kamala bianca» riferendosi alla neo vicepresidente eletta degli USA Kamala Harris. «Non l’ho mai detto. Non mi occupo di pettegolezzi» sentenzia decisa il vertice del Mit.

 

Il prossimo triennio

Nel frattempo il Mit programma le opere del prossimo triennio. Saranno oltre 35 in totale i miliardi che il dicastero di Porta Pia metterà in campo. Quasi 10 miliardi provengono dal Recovery Fund e oltre 27 sono fondi statali stanziati per il piano Italia veloce. Le risorse del NextGeneration EU (il Mit attinge dai prestiti, non dai sussidi) non sono per progetti aggiuntivi nel 2021-23, ma si sostituiscono ad opere che sarebbero state finanziate direttamente dallo stato. I fondi saranno aggiuntivi nel triennio 2024-26.

È stato ieri raggiunto un accordo tra Mit e i bracci edili delle associazioni sindacali Cigl, Cisl e Uil che permetterà di sbloccare i cantieri delle infrastrutture strategiche per il Paese. Nelle grandi opere i lavori saranno attivi 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 (anche nei giorni festivi) con turni per gli operai da 8 ore. La prossima settimana dovremmo venire a conoscenza della quarantina di opere individuate con i rispettivi commissari abbinati. Obiettivo è l’aumento dell’occupazione e l’upgrading italiano delle infrastrutture, da raggiungere il prima possibile. Il tutto con un occhio di riguardo verso la sicurezza nei cantieri.

Avranno perciò corsie preferenziali opere come i porti di Livorno, Genova e Palermo, le dighe sarde, l’autostrada Tirrenica, la statale Jonica e Salaria e i grandi cantieri ferroviari già attivi o prossimi all’attivazione.

 

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