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Gli investimenti in infrastrutture e la riqualificazione delle città4 min read

IN BREVE:

  • Fondo investimenti da oltre 50 miliardi, 13 per le infrastrutture
  • Un sondaggio mostra come prioritario sia per i cittadini il miglioramento di infrastrutture e la riqualificazione delle città

UN’ARENA DI CONFRONTO: nel frattempo il ministro del Mit Paola De Micheli esulta per la pubblicazione del bando di gara dell’ultimo lotto rimasto per il Tav Napoli – Bari: «un grande cantiere che si aggiunge agli altri già aperti nel Sud e darà lavoro a tante persone e imprese. Nel 2026 è prevista la conclusione lavori, ma dal 2023 inizieranno le aperture progressive delle tratte. Passo dopo passo, decisione dopo decisione, prende forma la nostra idea di Paese: più veloce, più interconnesso, e quindi più giusto».

Nella nuova legge di bilancio 2021 il fondo investimenti ammonta a 51,9 miliardi. Questi fondi saranno spalmati in 15 anni. Nel prossimo triennio già oltre 10 miliardi e mezzo sono impegnati. La quota destinata alle infrastrutture, come capitolo di spesa, ammonta a 13 miliardi.

 

Il fondo e le infrastrutture

Quest’anno l’esecutivo ha usato un nuovo strumento: all’interno della stessa manovra economica è presente una tabella. Quest’ultima ripartisce tra le varie amministrazioni centrali le risorse. Procedura che fino a quest’anno era affidata ad un Dpcm. Le somme possono essere anticipate tramite mutui con Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) o con Banca Europea per gli Investimenti (Bei) o con banche. 12 miliardi e 770 milioni saranno appannaggio del ministero della Difesa che, non beneficiando del Recovery Fund, può qui essere largamente finanziato.

Come detto, sono 13 i miliardi per le infrastrutture. Ma questo ammontare è trasversale: infatti, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) andranno oltre 7 miliardi e mezzo. Il resto è destinato a regioni e province per la manutenzione di ponti e viadotti (550 milioni) e ad una novità: la “perequazione infrastrutturale” per il Sud, che vale 4,6 miliardi. All’interno dei 7 miliardi e mezzo per il Mit le voci di spesa sono così distribuite:

  1. Investimenti di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), 3 miliardi e 685 milioni.
  2. Contratto di programma per Anas, 1 miliardo e 253 milioni.
  3. Manutenzioni straordinarie di Rfi, 752 milioni.
  4. Risorse per la realizzazione del Tav Torino – Lione, 409 milioni.
  5. Risorse per i porti, 400 milioni.
  6. Risorse per il trasporto rapido di massa, 315 milioni.
  7. Risorse per la realizzazione dell’autostrada Roma – Latina, 250 milioni.
De Micheli
Paola De Micheli, 47 anni, ministro delle infrastrutture e dei trasporti (Pd).

Somme ingenti in arrivo anche per la tutela del patrimonio culturale, per la ricostruzione post-terremoto del 2009 e 2016. E ancora sport, periferie, aree di sviluppo industriale e messa in sicurezza di territorio ed edifici.

 

Le città dopo la pandemia

Nel frattempo le città cominciano a ripensarsi. Nel futuro i nostri centri urbani non saranno più gli stessi. Forse si espanderanno di meno verso l’esterno e vedranno un piano attento di riqualificazioni di aree degradate e dismesse all’interno. I centri storici estenderanno le loro aree riservate ai pedoni e si lascerà più spazio al verde. E la pandemia ha innestato indelebilmente nella società lo smartworking, che cambierà anche il volto delle città. Infatti, ben il 90% degli italiani prevede di continuare con il telelavoro almeno parzialmente.

Nel frattempo, come riporta un sondaggio di Swg pubblicato su Il Sole 24 Ore, la priorità degli italiani è il miglioramento di infrastrutture pubbliche di mobilità (lo pensa il 56% degli italiani). Il 46% dei cittadini vede come prioritario invece il recupero di spazi abbandonati. In periferia più della metà degli italiani reclama musei, cinema, teatri, aree pedonali. Stessa percentuale per i centri storici dove sono richiesti piazze, spazi verdi e case. I centri anziani sono richiesti sia in centro sia in periferia.

 

Le città italiane

Per gli italiani inoltre è auspicata una collaborazione tra pubblico e privato. Se il primo è garanzia per interventi e investimenti, il secondo è percepito come capace di progettazioni, manutenzioni e di operare nei cantieri. Inoltre, il sondaggio di Swg ha studiato le priorità dei cittadini delle 6 più popolose città italiane. Con la possibilità di indicare due opzioni, balza subito all’occhio un dato: per 5 città su 6 è urgente il miglioramento delle infrastrutture. I cittadini di Milano sono invece più sensibili al recupero di zone degradate. Il dato mostra come il trasporto in genere funzioni bene nella città meneghina. Addirittura per il 78% dei romani è invece un tallone d’Achille proprio la dotazione infrastrutturale della capitale.

sondaggio
Il sondaggio di Swg riportato su Il Sole 24 Ore sugli interventi prioritari per i cittadini nelle 6 principali città italiane.

I cittadini inoltre sono disposti a qualche sacrificio purché sia per un miglioramento della qualità della vita urbana e metropolitana. L’80% è disposto a sopportare aumenti di traffico e chiusura di strade per cantieri utili nelle città. Sono molto meno graditi l’abbattimento di alberi e l’aggiunta di tasse locali.

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