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I tedeschi di Hhla investono sul porto di Trieste3 min read

Trieste
Localizzazione dello scalo commerciale friulano rispetto alla città di Trieste.

IN BREVE:

  • Inaugurata la piattaforma logistica del porto di Trieste
  • L’operatore logistico tedesco Hhla investirà 400 milioni per il Molo VIII.

UN’ARENA DI CONFRONTO: Vittorio Petrucco, titolare dell’impresa di costruzioni Icop, azionista di Plt (piattaforma logistica di Trieste): «l’ingresso dell’operatore tedesco nella società Plt garantisce opportunità di sviluppo che noi da soli non avremmo potuto assicurare».

La pandemia ha inciso considerevolmente anche sul settore marittimo. Nautica e logistica costituiscono due naturali impieghi del settore. Così mentre la nautica prova a ripartire con il 60° Salone di Genova da poco iniziato, la logistica torna negli interessi della politica e intravede investimenti e cambiamenti in arrivo. Il comparto logistico, che trasporta il 90% delle merci mondiali, ha subito un calo del 21% a causa del virus. In Italia la quantità di merci spostate via mare è pari al 36% (50% ancora su gomma), comunque una fetta importante. Proprio per questo,  dei 4 miliardi di opere portuali del settore logistico in diversi stati di avanzamento in Italia, una buona parte sta per concretizzarsi in opportunità.

 

I porti italiani e Trieste

Come a Trieste. Il primo operatore del porto di Amburgo, infatti, Hhla (Hamburger Hafen und Logistik Ag) diventerà entro la fine dell’anno l’azionista di maggioranza (50,1%) di Plt (piattaforma logistica di Trieste). Francesco Parisi Spa (23%) e Icop (22%) completano l’azionariato insieme ad una quota dell’interporto di Bologna. Il contesto è quello di una presenza massiccia e diffusa di investitori stranieri negli scali italiani: tedeschi, turchi, danesi, maltesi, cinesi e altri possiedono quote di porti come Genova, La Spezia, Savona, Venezia, Trieste, Ancona, Napoli, Salerno, Gioia Tauro. Come riportato nelle interviste de Il Sole 24 Ore, la presenza straniera garantisce capacità finanziaria, opportunità di sviluppo, un respiro europeo, diversificazione del rischio e tecnologia. Certamente però si apre anche il tema di uno strapotere straniero sul nostro territorio. La strada dev’essere quella della libera concorrenza, non quella dei monopoli e delle svendite di asset.

In particolare a Trieste sono rilevanti le novità. Hhla finanzierà con 400 milioni il completamento e lo sviluppo del nuovo Molo VIII del porto. Con oltre 500 addetti rappresenterà uno dei poli più importanti del Friuli-Venezia Giulia dal punto di vista dell’occupazione. Nel frattempo, il primo passo è già stato compiuto: è stata infatti inaugurata la nuova piattaforma logistica. Il costo di 150 milioni ne ha fatto una delle opere marittime più importanti in Italia negli ultimi 10 anni. I 120mila metri quadrati della piattaforma saranno occupati da raccordi ferroviari e stradali, stoccaggio di container e attracchi per navi.

piattaforma
La nuova piattaforma logistica del porto di Trieste.

E così che il primo porto ferroviario europeo (Amburgo) e il primo porto ferroviario italiano (Trieste) danno vita ad una collaborazione. Lo scalo friulano si trova in una posizione strategica in quanto tappa della Via della Seta. Serve inoltre il centro e l’est Europa. La speranza è che anche il piano Italia Veloce del ministero delle infrastrutture, che punta espressamente su porti e logistica, possa dare l’acceleratore agli scali italiani di Nord, Centro e Sud nel segno dell’intermodalità.

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