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l nuovo patto Ue sui migranti e i casi delle Ong Alan Kurdi e Mare Jonio6 min read


IN BREVE:

  • Il nuovo patto Ue sui migranti: “Solidarietà obbligatoria”.
  • Il caso di Alan Kurdi, la nave Ong tedesca Sea eye.
  • Il caso della Mare Jonio: vietatol’imbarco del team di ricerca e soccorso.

ARENA DI CONFRONTO

  • Ursula von der Leyen (Presidente della commissione europea): chi non accetta di ospitare i salvati in mare dovrà farsi carico del loro rimpatrio.
  • Luciana Lamorgese ( Ministro degli Interni italiano) : patto Ue non basta, serve du più

La nave Ong tedesca Alan Kurdi è attraccata ad Olbia, dopo aver vagato per giorni in cerca di un porto. Nelle stesse ore, il comandante della Capitaneria di porto di Pozzallo, Donato Zito, blocca la nuova missione della Mare Jonio, che avrebbe dovuto partire a giorni per le operazioni di salvataggio in mare dei migranti. Per fortuna c’è un nuovo patto Ue sui migranti a chiarire le idee, o quasi.

Ma andiamo con ordine. 

La questione migranti in Europa

Fonte: Ansa/ Ignazio Marchese. Sono stati tutti recuperati dalle motovedette della capitaneria di porto i 76 migranti che si sono gettati in mare per protesta dalla Open Arms, 17 settembre 2020. Uomini e donne hanno tentato di raggiungere la riva a nuovo ma sono stati riportati a bordo della nave della Ong spagnola che si trova da ieri sera davanti alle coste del capoluogo siciliano in attesa del trasbordo.

La questione migranti è sempre stata scottante per l’Europa che si è destreggiata goffamente fra rimbalzi di responsabilità e sanzioni a Ong. Ma questo, purtroppo, si sa già. È soprattuto a partire dal 2015 infatti, che con l’afflusso di un milione di profughi siriani, il sistema di distribuzione dei migranti ha dimostrato la sua scarsa applicabilità. I famosi accordi di Dublino non sono mai stati accettati, sopratutto dai Paesi dell’Est Europa – l’Ungheria di Orbán ne è un esempio – alimentando così una tensione crescente, esplosa nei sovranismi nazionali. Era ormai chiara la necessità di superare i patti di Dublino e trovare una soluzione di compromesso

La nuova proposta dell’Ue

Così, il 23 settembre Ursula von der Layen, presidente della Commissione Europa, ha presentato la nuova proposta Ue sui migranti: “solidarietà obbligatoria”.

Fonte: Ansa. Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen alla sede del Parlamento Europeo a Bruxelles, Belgio.

Il “Patto dei migranti” si basa su uno dei principi base delle politiche europee sulle migrazioni: chi cerca asilo politico deve essere accolto, chi invece entra irregolarmente nella Ue per cercare lavoro deve essere respinto. Una doccia gelata al governo PD – M5S, sostenitori dell’accoglienza, e un toccasana per Matteo Salvini, segretario della Lega, contrario all’immigrazione clandestina. 

Entrando nello specifico, gli stati membri dell’Ue saranno obbligati a ospitare i richiedenti asilo e gli irregolari salvati nel Mediterraneo in proporzione al loro Pil e alla loro popolazione. Chi si mostrerà contrario, volendo così difendere la “fortezza Europa”, dovrà prendersi carico di un rapido rimpatrio dei migranti irregolari, organizzandolo entro 8 mesi. Se non ci riuscirà, dovrà ospitarli sul proprio territorio. Il messaggio dell’Europa è chiaro, così come i tweet della Meloni, presidente di fratelli d’Italia:

Tweet di Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d’Italia.

Inoltre, i migranti che hanno parenti in un altro Paese Ue o che vi hanno già studiato o lavorato, saranno presi in carico da quello stesso stato membro. 

Dubbi e perplessità: il caso delle Ong

Non mancano i dubbi e le perplessità di fronte a questa «soluzione di compromesso […] che rispetta le linee rosse di tutti i governi», citando la von Der Leyen. È infatti giusto – o quantomeno umano – rimpatriare disperati che fuggono da un regime totalitario o dalla fame e dalla miseria?  “Bloccare e rimpatriare” sembrano le due parole d’ordine della proposta europea, volta a tutelare quei migranti regolari che seguono la trafila per entrare nella Ue, ma a quale prezzo? Non è infatti chiara la sorte di tutte quelle persone che dovranno tornare a casa loro. Il rafforzamento dei confini esterni, gli accordi di riammissione con i paesi di origine e rimpatri veloci gettano un’ombra di perplessità.  Occorrerà discuterne fra le varie forze politiche.  

Se non altro, la proposta della Commissione europea ha di positivo il fatto di porre fine all’incertezza giuridica sui salvataggi in mare. I salvataggi sono obbligatori e sempre legittimi. Le persone in pericolo vanno dunque salvate, ma poi rispedite rapidamente in patria. In questo modo, il valore dell’opera delle Ong viene riconosciuto e non penalizzato come ha fatto Salvini da ministro. 

Fonte: Ansa. Foto: Ettore Loi. Alan Kurdi e i migranti.

Sicuramente questo è un altro punto importante da chiarire, visti gli episodi recenti nelle acque italiane. Se da una parte la nave Alan Kurdi, dopo un iniziale momento di tensione sulle coste sarde, ha potuto attraccare al porto di Olbia, una sorte diversa tocca alla Mare Jonio

La prima si è vista negare lo sbarco a Lampedusa e a Marsiglia ed è poi riuscita a far scendere i 130 migranti sulle coste italiane, la seconda è stata bloccata perché registrata come cargo e non come nave soccorso. Sembra che il governo non abbia una linea comune.

In effetti, il ministro dell’interno Lamorgese è critica sulla strategia annunciata da Bruxelles e non esclude sanzioni penali alle Ong: «chiederemo il superamento completo dell’attuale sistema che ruota intorno alla responsabilità del Stato di ingresso».

Speriamo ci si metta d’accordo, perché nel frattempo la gente, in mare, affonda. 

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