Press "Enter" to skip to content

Certificato di verginità: perché nel 2020 ne parliamo ancora?4 min read


IN BREVE

  • Il ministro dell’Interno francese Gérald Darmanin vuole vietare il certificato di verginità
  • L’attestato di verginità, attraverso l’esaminazione dell’imene, verificherebbe l’integrità della donna
  • Il divieto proposto in Francia ha creato spaccature all’interno della comunità scientifica

UN’ARENA DI CONFRONTO: Nel mese di febbraio Emmanuel Macron ha dichiarato di voler contrastare il separatismo islamico e le sue forme più radicali; proprio per questo, recentemente, il ministro dell’Interno francese Gérald Darmanin e la ministra della Cittadinanza Marlène Schiappa hanno proposto l’abolizione dei certificati di verginità con conseguente pena per chi li rilascia. Questa pratica è sempre stata ampiamente criticata anche dall’OMS. La proposta, però, ha inaspettatamente causato tensioni all’interno della comunità scientifica. Isabelle Derrendinger, segretaria generale del consiglio nazionale delle ostetriche, ha definito l’attestato di verginità ‘un’assurdità atomica’, ma ha subito aggiunto che ‘il mancato rilascio di questo documento può mettere in pericolo le donne. La prima cosa da fare è educare la popolazione alla vita emotiva e sessuale, non penalizzare gli operatori sanitari’. Un parere condiviso dall’ANCIC, Association Nationale Des Centres D’IVG et De Contraception, che ha aggiunto: ‘il divieto avrebbe come conseguenza solo quella di negare le pratiche, senza farle sparire’.

La Francia vuole vietare il rilascio del certificato di verginità. Che cos’è? Un attestato in grado di dimostrare la castità della donna. Un dato è chiaro: nel 2020 giudichiamo ancora la rispettabilità della figura femminile in parallelo alle sue esperienze sessuali. Potremmo dire che il ruolo di cittadini progressisti non calzi a tutti, nemmeno nell’occidentalissima e laica Francia. Cerchiamo di far chiarezza insieme.

Certificato di verginità: il test

L’esame viene richiesto da futuri mariti o genitori solitamente prima del matrimonio e, come spiega l’International Society for Sexual Medicine, ‘viene effettuato attraverso il metodo delle due dita. L’esaminatore inserisce due dita nella vagina della ragazza al fine di verificare la presenza di un imene intatto’.

Prima di poter considerare questo test attendibile, si dovrebbe smontare qualche falso mito sull’imene. Intanto, si tratta di una membrana che può variare da donna a donna, addirittura alcune potrebbero non averla mai avuta. Trattandosi di un ripiegamento di tessuti che circonda la vagina, non può rompersi; proprio per questo, per evitare incomprensioni, in Svezia il termine ‘imene’ è stato sostituito da ‘corona vaginale

E i dolori percepiti durante la prima volta? Le perdite di sangue? Le ragioni possono essere legate a molteplici fattori: scarsa elasticità dell’imene, poca lubrificazione o eccessiva contrazione dei muscoli vaginali, causati ovviamente dal forte impatto emotivo del momento.

Il mondo della medicina: pro o contro?

I ginecologi francesi hanno fatto quadrato ed espresso univocamente il loro punto di vista su Libération:

Siamo decisamente contrari ai test di verginità. Ma i medici nei loro studi non risolvono le questioni della laicità, hanno a che fare con la sofferenza fisica o psicologica dell’essere umano. Potremmo trovarci nella situazione di dover fornire questi certificati a una giovane donna per salvarle la vita

Tra l’incudine e il martello: proseguire con questa pratica irragionevole o mettere a repentaglio la vita di molte donne? Inoltre, vi è un rischio da non sottovalutare: la possibilità che tale esame non venga spazzato via, ma eseguito clandestinamente, facendo correre maggiori rischi alla paziente.

Certificato di verginità: una mappa

L’OMS ha segnalato le aree con un’ampia diffusione della pratica: Egitto, Afghanistan, Malawi, Sri Lanka, Brasile e Turchia in prima linea. In Occidente troviamo: Regno Unito, Irlanda del Nord e Spagna.

Impossibile non citare il caso mediatico di Breyln Freeman Bowman. La ragazza statunitense, il giorno delle nozze, ha regalato al padre (pastore protestante del Maryland) un certificato di verginità incorniciato.

Il tema, come si può notare, non riguarda solamente realtà lontane dalla nostra e dovrebbe farci riflettere: l’evoluzione culturale tanto vantata dall’ Occidente è una realtà o un miraggio?

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!