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Firenze, Torino e Roma: i progetti in campo per il Recovery Plan5 min read

città
Localizzazione delle 3 città oggetto dell’articolo.

IN BREVE:

  • I progetti per Firenze: le linee tram e la rete idrica
  • I progetti per Torino: la seconda metro e la sostenibilità
  • I progetti per Roma: le metropolitane e l’edilizia pubblica

UN’ARENA DI CONFRONTO: il sindaco di Firenze Dario Nardella ha spiegato che «Il Recovery Fund è uno strumento potentissimo di rigenerazione delle grandi aree metropolitane italiane».

 

Firenze, Torino e Roma verso il Recovery plan

Le giunte comunali delle città italiane si preparano a presentare progetti che possano essere finanziati grazie al Recovery Fund europeo. Il governo sta approntando un piano, il Recovery Plan, per programmare e indicare gli investimenti, che saranno presentati a Bruxelles a metà ottobre. In particolare, in prima linea saranno, per l’attrazione delle risorse, le 14 città metropolitane più popolose, che rappresentano più di 1000 comuni e il 40% della popolazione italiana. Il coordinatore delle città metropolitane Dario Nardella ha infatti dichiarato che il maxi-piano è «uno strumento potentissimo di rigenerazione delle grandi aree metropolitane italiane».

I progetti saranno ordinati per cluster (ambiente, infrastrutture, digitale su tutti) e presentati nella giornata di oggi all’esecutivo. Su ogni città metropolitana le risorse convogliate saranno superiori ai 2 miliardi ma queste dovranno coordinarsi con le esigenze di tutte le città metropolitane. Andiamo a vedere i progetti principali delle 3 capitali della storia italiana.

 

Firenze: le linee tram e la rete idrica

Firenze
Il sindaco di Firenze Dario Nardella (Pd).

Dario Nardella, che è anche sindaco di Firenze, ha, con i tecnici del comune e la giunta, individuato 120 progetti dal costo di 2 miliardi e mezzo. Trasporto pubblico, piste ciclabili, adeguamento delle rete idrica ed efficientamento energetico degli edifici sono alcune priorità. In particolare, la mobilità è la spina nel fianco della città del giglio. I progetti prevedono la creazione di nuove linee del tram come la Piazza Libertà – Bagno a Ripoli o la Aeroporto – Sesto Fiorentino. La disponibilità di prestiti e denaro a fondo perduto del Next Generation EU alleggerirebbe le casse comunali e accantonerebbe il finanziamento privato. Inizialmente si pensava a ripagare l’esborso per la realizzazione delle opere con gli incassi futuri dei trasporti stessi (project financing).

L’alta dispersione idrica fiorentina poi indica la necessità di investire sull’acquedotto. È in campo anche il discusso progetto di un tubo tra Prato e il lago di Bilancino, in Mugello. Altri progetti previsti sono parcheggi scambiatori e sotterranei, parchi, nuove linee bus, rifacimento di pavimentazioni, e un nuovo hub per le merci in centro nell’area di Sant’Orsola. Se tutto questo sembra non distante da un libro dei sogni, due emendamenti al Dl Semplificazioni (che sta attraversando le due camere per l’approvazione) intervengono sulla riqualificazione dello stadio Franchi e sulla pista dellAeroporto Peretola.

 

Torino: la seconda metro e la sostenibilità

Torino
La sindaca di Torino Chiara Appendino (M5s).

«Il tema della qualità dell’aria per Torino è un tema prioritario» ha spiegato la sindaca di Torino del Movimento 5 stelle Chiara Appendino. Il capoluogo piemontese soffre da tempo di emissioni inquinanti superiori ai limiti consentiti e gli interventi finanziabili attraverso il Recovery Fund andranno verso questa direzione. Innanzitutto la seconda linea della metropolitana, megaprogetto dal costo di oltre 1,3 miliardi, già finanziato per 800 milioni. Il restante mezzo miliardo sarebbe integrato dal fondo europeo. Fino a poco tempo fa, il finanziamento era previsto da Cassa Depositi e Prestiti e dalla Banca Europea per gli Investimenti. L’opera, che si prevede completa per il 2029, sarà comunque portata avanti anche a prescindere dai denari europei, ha dichiarato determinata la sindaca. La linea collegherà il nord-est della città con il sud-ovest passando ovviamente dalla stazione di Porta Nuova.

Altri progetti in campo sono: piste ciclabili, interventi sui sottopassi, acquisto di mezzi elettrici per il trasporto pubblico, l’efficientamento energetico del patrimonio di edilizia pubblica e il recupero di aree e suoli inquinati.

 

Roma: le metropolitane e l’edilizia pubblica

Roma
La sindaca di Roma Virginia Raggi (M5s).

Per la capitale si stanno delineando 159 progetti per un totale di ben 25 miliardi di euro. La sindaca Raggi (M5s), in vista della ricandidatura alle prossime elezioni comunali, ha in mente grandi progetti. Sono lontani i dubbi degli anni passati sulle opere come la metropolitana C. Proprio quest’ultima, che oggi è attiva fino a San Giovanni, dovrebbe essere completata con le risorse del Recovery Fund fino a Grottarossa passando per Piazzale Clodio e Piazzale Mazzini. Sono attesi prolungamenti anche delle linee A e B. Ma spunta anche il progetto della metropolitana D, già pensata negli anni passati: i 2,8 miliardi del costo dell’opera serviranno a collegare i popolosi quartieri del nord-est della capitale con l’Eur, passando dal centro storico.

Roma
I progetti principali (i loro costi) per Roma.

La riqualificazione dello stadio Flaminio, la funivia Piazzale Clodio – Monte Mario – Ponte della Musica, e ancora l’efficientamento energetico delle scuole e la realizzazione di edilizia residenziale pubblica sono altri obiettivi. Insieme con i miglioramenti sul manto stradale, queste ultime opere sono fondamentali in una città che soffre di emergenza abitativa. Ma sarà necessario per raggiungere lo scopo, anche un patto trasversale, una comunione d’intenti tra le varie forze politiche: si sa che la politica nella capitale è questione intricata e complessa. Inoltre, per cantierare le opere velocemente sono stati forniti alcuni strumenti dal Dl Semplificazioni.

La questione oggi è: quante di queste opere pubbliche saranno effettivamente realizzate?

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