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Ecco come riaprono le scuole in Europa e a Wuhan3 min read

Last updated on 1 Settembre, 2020


IN BREVE

  •  In Francia 12,4 milioni di studenti sono tornati in aula, con l’obbligo di portare la mascherina per i maggiori di 11 anni e per i professori. In Belgio l’obbligo vale a partire da 12 anni. Anche in Polonia e in Russia sono ricominciate le lezioni, mentre in Portogallo gli istituti apriranno il 2 settembre
  • Wuhan, la città cinese dove la pandemia è cominciata, tutte le scuole sono state riaperte: il 1 settembre più di 2.800 istituti hanno accolto quasi 1,4 milioni di studenti.Le mascherine non sono obbligatorie, ma gli studenti devono sottoporsi al controllo della temperatura prima di accedere agli edifici.

UN’ARENA DI CONFRONTO: Dalla Francia all’Inghilterra e alla Spagna, il Vecchio Continente si prepara al ritorno tra i banchi degli studenti con regole diverse da nazione a nazione. Se Parigi impone mascherine in ogni circostanza per alunni e insegnanti, nel Regno Unito il dispositivo potrà essere utilizzato a discrezione degli istituti in situazioni in cui non si possano mantenere le distanze

scuole

Gran parte dei Paesi europei si preparano al rientro sui banchi di scuola tra timori e incertezze sulle regole da rispettare e la possibilità di nuovi contagi da Coronavirus. A riaprire gli istituti per prime sono Francia e Gran Bretagna, seguite dalla Spagna i primi di settembre. In Germania, dopo la scoperta di numerosi nuovi focolai, decine di istituti scolastici sono stati costretti a richiudere. Mentre la Danimarca sembra aver trovato la giusta soluzione ed è stata una delle prime a riaprire le scuole già tra aprile e maggio. Gli alunni sono stati separati in micro-bolle di massimo 12 bambini, con orari di inizio delle lezioni sfalsati e banchi monoposto a 2 metri di distanza, tanto da rendere superflue le mascherine. In Francia, invece, le scuole sono riaperte ieri 1 settembre con mascherine in ogni circostanza per insegnanti e studenti dopo gli 11 anni e principio della non mescolanza tra i gruppi di allievi. Il ministro dell’Educazione francese, Jean-Michel Blanquer, ha affermato di puntare a una riapertura “il più normale possibile”. Nonostante l’aumento dei nuovi contagi in Francia, il ministro ritiene prioritario il ritorno degli studenti sui banchi. “Non deve essere tutto schiacciato dalla realtà sanitaria – ha detto – bisogna essere attenti, ma non dimenticare gli imperativi educativi e sociali”; Tra le misure francesi per la scuola, in caso di contagi è previsto il test e l’eventuale isolamento. Il governo inglese, nelle sue linee guida, “non raccomanda” l’utilizzo universale delle mascherine. In caso di contagio le équipe di protezione sanitaria consiglieranno alla scuola quanti alunni dovranno essere mandati a casa per un auto-isolamento di 14 giorni. Il ministro dell’Istruzione britannico, Gavin Williamson, in una lettera ai genitori del Regno Unito, ha esortato a non tenere a casa i propri figli: “Rischiano di perdere molto di più di qualche mese di apprendimento, potrebbero essere intaccate enormemente le loro future opportunità di successo”. Si va verso la riapertura, anche in Belgio, uno dei Paesi con il tasso di mortalità pro capite più alto al mondo. Tutti gli allievi dai 12 anni in su e gli insegnanti saranno tenuti a indossare la mascherina

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