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Il turismo di prossimità fa bene all’Italia e all’ambiente4 min read

Last updated on 27 Agosto, 2020

Dopo mesi di lockdown, l’italiano finalmente ha potuto sporgere la testa fuori dalla propria casa. Così facendo, ha scoperto qualcosa di incredibile: l’Italia. Un’indagine di Cna Turismo ha infatti confermato che quest’anno il Belpaese è stata la meta più gettonata dagli italiani. “Turismo di prossimità” si chiama e sta ad indicare quello che l’83% dei cittadini ha scelto per l’estate 2020: viaggi brevi e sicuri all’interno dei confini nazionali. Ma la cosa che forse gli italiani non si aspettavano è che con le loro scelte hanno optato per un turismo sostenibile. 

Il turismo locale per rispondere alla crisi 

Fonte: Il Sole 24ore.I saliscendi dell’Oltrepò sono percorsi ideali da scoprire anche in bicicletta. Al termine del giro, numerosissime le possibili tappe per degustare buon cibo e buon vino.

Negli anni Cinquanta e Sessanta, i nostri nonni non si sarebbero mai sognati di macinare chilometri per andare in vacanza, anche perché di soldi non ce n’erano. Così, all’epoca, una ricetta per far ripartire il paese è stata quella di proporre il turismo locale, alla riscoperta della propria penisola. Ecco, il 2020 ci ha riportato un po’ alle vecchie abitudini. 

Il fenomeno, che prende anche il nome di staycation, ha dato un po’ di ossigeno a un settore come quello del turismo, principale martire dell’emergenza sanitaria legata al Covid. Si stima infatti che tra marzo e maggio il movimento economico del turismo in Italia si sia contratto di circa 52 miliardi di euro. Una bella perdita per un paese come l’Italia, che conta oltre 230mila imprese di cui 33mila alberghiere e 183mila extra-alberghiere. Per questo, è stato fondamentale che i cittadini abbiano messo sul podio le meraviglie dell’Italia, con la Puglia al primo posto,  seguita da Toscana e Sicilia. 

Turismo lento e sostenibile 

Con un po’ di timore e dell’amuchina in valigia, gli italiani sono quindi partiti alla volta di borghi, colli o i parchi che lo stivale ha potuto offrire. Il 2020 è stato e sarà l’anno del cosiddetto turismo lento, ovvero della nuova modalità di viaggiare post – Covid. Si tratta appunto di una serie di scelte che molti sono stati costretti a prendere, a causa della pandemia, ma che hanno avuto anche dei risvolti positivi per l’ambiente. Scegliere località vicine, che si possono raggiungere anche in bicicletta, ha dato vita a vacanze improntate al green, secondo gli esperti di Legambiente. 

Fonte: Rai News.
Sardegna e Puglia le regioni italiane più reattive sul fronte turismo. Un settore in crisi per l’emergenza Coronavirus, ma c’è voglia di tornare a viaggiare.

10 milioni di italiani, sopratutto i giovani fra i 18 e i 24 anni – la cosiddetta generazione z, tanto criticata ( e abbandonata) – hanno scelto una vacanza sostenibile. A confermare il dato è il 6° Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile presentato da LifeGate.

Questo nuovo modo di viaggiare ha avuto un impatto positivo non solo per l’ambiente, ma anche per l’economia dei piccoli borghi dell’Italia minore. I visitatori hanno così favorito i produttori locali e le piccole strutture ricettive, fortemente vessate dalla crisi Covid.

Nutrire corpo… e la mente?

Fonte immagine: Il Sole 24 Ore. L’enogastronomia nel turismo è sempre più centrale, è un driver che stimola viaggiatori di tutto il mondo a visitare una destinazione. Genera valore economico per un territorio, crea nuove opportunità per i settori del turismo e della produzione agroalimentare. Fonte: https://www.robertagaribaldi.it/rapporto-sul-turismo-enogastronomico/

Gli italiani che hanno scelto questa modalità di viaggiare sicuramente hanno nutrito il corpo con le prelibatezze locali, ma la mente? Purtroppo, a incassare il colpo più duro sono state proprio le città d’arte. Firenze, Roma e Venezia, che hanno sempre fatto affidamento al turismo internazionale, ora devono fare i conti con un pubblico diverso, più spaventato e povero. Di conseguenza, come ha confermato Daniele Di Bella, Vicepresidente Emea di SiteMinder:

 “gli albergatori e hotel manager dovranno calibrare le strategie promozionali e di distribuzione per attirare anche i viaggiatori nazionali”.

Un’altra sfida del turismo in Italia a cui non resta che rispondere.

Fonte immagine: Il Sole 24 ore.
“Noi operatori del turismo possiamo fare tante cose per abbassare il nostro impatto ambientale, e tante ne abbiamo fatte. Ma se il cliente non è ingaggiato e non si sente responsabile dell’azione sul territorio, possiamo arrivare solo fino a un certo punto.” – Giovanna Manzi, CEO BWH Hotel Group – Best Western. Fonte: LifeGate

In definitiva, alla luce di come è andata l’estate 2020 e dopo le discoteche affollate, l’invito è quello di pensare a soluzioni più ecosostenibili e culturali per le proprie vacanze o gite fuori porta autunnali: può far bene sia all’ambiente che a noi. 

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