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Benetton, oltre alle autostrade c’è di più5 min read


Di Autostrade per l’Italia, revoca sì o revoca no, si è parlato moltissimo in questo periodo. Molti hanno evidenziato le ricadute sul gruppo guidato dalla famiglia Benetton di un pugno duro dello Stato (che non è arrivato fino in fondo). Ma meno persone sanno qual è la vera dimensione dell’impero di Ponzano Veneto e di quali aziende e business sia composto. Le autostrade ci sono, certamente. Ma solo soltanto un piccolo pezzo.

La cassaforte della famiglia Benetton si chiama Edizione. È il centro di comando, equamente spartito (25% a testa) tra i 4 rami della casata. Nel 1965 sono infatti 4 i fratelli che fondano l’omonima casa di abbigliamento: Luciano, Giuliana, Gilberto e Carlo. I due minori sono mancati nel 2018, lo stesso anno del crollo del Ponte Morandi a Genova, che ha rimesso in discussione la solidità del business infrastrutturale. Luciano, 85 anni, è il maggiore dei fratelli ed è ancora il presidente esecutivo dell’azienda.

Benetton Group – 100%

È il punto dove, nel 1965, è cominciato tutto. Nel 1974 la svolta con l’acquisto dell’americana Sisley, nel 1980 lo sbarco a New York, nella lussuosa Madison Avenue, e poi Fabrica, il centro di comunicazione del gruppo affidato a Oliviero Toscani. Il rapporto di collaborazione di lunga data con Luciano Benetton si è concluso soltanto quest’anno, dopo un’uscita infelice di Toscani sulla tragedia del Ponte Morandi.
Fatturato: 1,23 miliardi di euro (2018)

Autogrill – 50,1%

Il marchio è sotto il controllo di Schema34, una delle tante società possedute da Edizione che si occupano dei diversi rami di business dei Benetton. Fondato nel 1947 dalla collaborazione delle aziende alimentari Motta, Pavesi e Alemagna, dagli anni Settanta Autogrill iniziò a gestire in modo monopolistico la ristorazione autostradale. Dal 1994 è di proprietà della famiglia di Ponzano Veneto, che acquista altre aziende analoghe in tutta Europa: Sogerba in Francia, AC Restaurant in Belgio e Paesi Bassi, Wienerwald in Austria e Germania.
Autogrill oggi opera in 625 aree di servizio, 147 aeroporti, 162 stazioni ferroviarie e 94 location cittadine.
Fatturato: 4,7 miliardi di euro (2018)

Autostrade per l’Italia – 88,1%

Sintonia è la società che racchiude tutto il capitolo infrastrutture, che è il più vasto dell’impero Benetton. La partecipazione più importante è il 30,25% che detiene in Atlantia, fondata nel 2002 e con una presenza in 11 Paesi. È Atlantia a controllare tutti gli specifici marchi.
Autostrade per l’Italia (Aspi), fondata nel 1950 dall’Iri, è senza dubbio una delle società più lucrose del gruppo. Controllata per l’88,1% da Atlantia, gestisce 3mila chilometri di rete autostradale italiana e gode di una concessione statale in scadenza a fine 2038. La decisione del governo Conte bis dopo la tragedia del Morandi nell’agosto 2018 prevede tuttavia che i Benetton scendano temporaneamente all’11% della società per far posto a un controllo statale, per poi uscire del tutto in un secondo momento.
Sono di proprietà di Atlantia anche Abertis, acquistata nel 2018 per 19 miliardi di dollari, che in Spagna si occupa di infrastrutture e telecomunicazioni, e il 15,46% di Getlink Eurotunnel, la società che gestisce il tunnel ferroviario sottomarino nel Canale della Manica.
Fatturato: 11,6 miliardi di euro (2019)

Aeroporti di Roma (99,4%) e Nizza (40%)

Anche nel settore aeroportuale i Benetton hanno fatto negli anni importanti investimenti. Aeroporti di Roma gestisce i 2 scali romani di Ciampino e Fiumicino, è il più grande operatore italiano e il quinto in Europa per numero di viaggiatori. L’Aeroporto di Nizza – Costa Azzurra, invece, è il terzo di Francia dopo i due parigini (Charles de Gaulle e Orly), scalo di riferimento per Montecarlo e per la provincia di Imperia.
Fatturato: 1,1 miliardi di euro (2019)

Assicurazioni Generali (4%) e Mediobanca (2,1%)

Schema33 è la società che si occupa delle partecipazioni all’interno di istituzioni finanziarie, di cui per scelta negli anni non si è mai posseduta la maggioranza. Sono due le quote italiane più rilevanti di proprietà dei Benetton.
La prima è il 4% delle Assicurazioni Generali, in cui affianca altri investitori italiani con quote di minoranza (la più alta è il 13% di Mediobanca). La seconda è il 2% della stessa Mediobanca, che permette alla famiglia veneta di essere attivamente presente anche nel sistema bancario italiano.

Gli altri settori Benetton: dagli immobili all’agricoltura

Due società si occupano invece dell’immobiliare e dell’agricoltura, due settori non preponderanti ma presenti nell’enorme portafoglio dei Benetton. Attraverso Schema41 Edizione controlla Maccarese Spa, con sede nell’omonima cittadina laziale alle porta di Roma, una delle più grandi aziende agricole del centro Italia. Non solo. A Ponzano Veneto fanno capo anche Cia de Tierras Sudargentina e Ganadera Condor, un unico polo alimentare italo-argentino chiamato Edizione Agricola.
Edizione Property si occupa infine di Edizione Alberghi, il ramo immobiliare dell’impero. Con una punta di diamante: il Country Relais Hotel Monaco, resort superlusso di alle porte di Treviso, inaugurato nel 1999 nell’antica Villa Persico Guarnieri.

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