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Smart working e PA: nasce il Piano organizzativo lavoro agile1 min read

Smart working: non una semplice misura d’emergenza per rimediare al diffondersi della pandemia, ma una vera e propria occasione per poter riformare il sistema lavorativo. Questo il punto di vista del ministro della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone: “Puntiamo a mantenere lo smart working non in maniera ordinaria come nella fase emergenziale – ha recentemente dichiarato – ma tra qui e fine anno per il 50% dei lavoratori che svolgono attività eseguibili in modalità agile”.

I piani del Ministro e di tutto il governo, tuttavia, non si limitano ad a coprire il breve termine, e vanno ben oltre dicembre. L’idea, infatti, è di continuare il percorso di telelavoro anche per il prossimo anno, ed è per questo motivo che, tramite un emendamento all’ultimo Decreto Rilancio, è nato il POLA, ovvero il Piano organizzativo del lavoro agile. Tale piano, nelle intenzioni, permetterà di arrivare ad avere ben il 60% di lavoratori in smart working. Ciò avverrà, stando all’emendamento, tramite la riorganizzazione del “lavoro dei dipendenti e l’erogazione dei servizi attraverso la flessibilità dell’orario di lavoro , rivedendone l’articolazione giornaliera e settimanale, introducendo modalità di interlocuzione programmata, anche attraverso soluzioni digitali e non in presenza con l’utenza”.

Se da un lato, dunque, non si definisce nulla di concreto, dall’altro è evidente la tendenza già espressa da alcuni privati: conservare il lavoro da casa come modalità ordinaria. Allo stesso tempo, tuttavia, non mancano le polemiche. Riuscirà la Pubblica Amministrazione, ancora così analogica e legata alla carta, a compiere il grande salto verso il digitale? Probabilmente lo si potrà constatare solo con l’avvento del prossimo anno.

 

 

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