Press "Enter" to skip to content

Sgarbi portato via di peso: l’inciviltà regna sovrana in Parlamento4 min read

Ecco che la protagonista di questa settimana è la foto che ritrae Vittorio Sgarbi sollevato di peso e trasportato fuori dall’Aula del Parlamento. Di solito, fermare il tempo in un fotogramma spiattella la realtà di fronte agli occhi dei nostri lettori. Non ci sono molti giri di parole per descrivere un’immagine — è lì, in bella vista. Quella di oggi è la rappresentazione di  una parte – anche piccola – della nostra Italia e della nostra politica. Quindi forse  è bene aggiungere qualche dettaglio all’immagine, anche solo per capire come è potuto succedere che il popolo potesse assistere a una scena del genere. (LINK )

Fonte: Adnkronos. «L’onorevole Sgarbi – ha spiegato la vicepresidente che in quel momento presiedeva l’Assemblea – ha pronunciato parole irripetibili nei confronti dell’onorevole Bartolozzi e anche della presidenza.»

Che cosa è successo

Giovedì 25 Giugno l’ordine del giorno alla Camera doveva essere il voto sul decreto legge relativo a intercettazioni, scarcerazioni e app Immuni, ma si è concluso in modo a dir poco tragi-comico. 

Vittorio Sgarbi infatti ha preso la parola e, rivolgendosi al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha affermato: «Dobbiamo aprire una commissione d’inchiesta contro la criminalità di magistrati che fanno l’opposto del loro lavoro, peggio dei criminali» riferendosi alla cosiddetta «“Palamaropoli”». Il critico d’arte poi ha proseguito ricordando che Francesco Cossiga avesse definito «mafiosa» l’Associazione Nazionale Magistrati. A queste parole, i deputati di ogni colore hanno reagito in modo diverso, alcuni applaudendo, altri mormorando «vergogna». Ed è così che è stato il turno dell’onorevole Giusi Bartolozzi: «Sentire da un collega che la magistratura tutta è mafiosa, a me fa inorridire» seguito da quello di Sgarbi: «non era tutta», alludendo proprio alla citazione su Cossiga. 

La situazione poi è precipitata in insulti e grida. Secondo i testimoni, Sgarbi avrebbe pronunciato degli impropri contro la Bartolozzi e la Carfagna, presidente della Camera, che lo ha intimato più volte a lasciare l’aula. Dal momento che la sua richiesta però è rimasta inascoltata — Sgarbi si è opposto,  seduto sugli scranni di Forza Italia e poi della Lega — intervengono quattro commessi che lo sollevano di peso, due per le gambe e due per le braccia, e lo portano fuori. 

Sgarbi poi non tarderà a difendersi:

Il tutto viene immortalato dallo scatto che ormai ha fatto il giro del web. Come sempre.

Se fosse un film muto

Forse non c’è un giusto o uno sbagliato in questa vicenda. Questo non significa però che si possa ridurla alla solita farsa all’italiana. Le immagini rappresentano: devono essere quindi osservate con la stessa attenzione con cui si ascoltano le parole.

A noi però interessano le immagini: allora facciamo un esperimento,  togliamo l’audio e assistiamo alla scena e basta. Il film muto incomincerebbe con un onorevole, Sgarbi,  che prende la parola in Parlamento, seguito da qualche applauso e da qualche espressione incredula. Poi si assisterebbe a un climax ascendente, colmo di agitazione, e a qualcuno che prova a richiamare all’ordine, senza riuscirci. Infine, ecco, quell’onorevole che aveva parlato per primo viene preso di peso e cacciato dall’aula. Titoli di coda.

Insomma, un cortometraggio alla Charlie Chaplin in cui però i protagonisti sono deputati del XXI secolo. In questo caso, i fotogrammi sono portavoce di un’inciviltà che si è verificata proprio nel luogo in cui è la civiltà che dovrebbe essere coltivata con cura. I gesti, sia da parte di Sgarbi sia da parte del Parlamento, sono uno spettacolo ignobile, a cui il pubblico (pagante) è stato costretto ad assistere. Scorrono immagini di un modus operandi in cui non c’è spazio per il dialogo, ma solo per lo scontro. Come se senza azioni plateali non si potesse fare politica.

Mi volevano deporre, ma mi hanno solo momentaneamente spostato.

Pubblicato da Vittorio Sgarbi su Giovedì 25 giugno 2020

Ma che cosa rimarrà impresso nella mente degli italiani? Il peso dello scatto è tanto quanto il paragone di Sgarbi: La deposizione di Cristo, del Raffaello. «Mi volevano deporre, ma mi hanno solo momentaneamente spostato» scrive sotto il suo post di Facebook. Ma chi o che cosa è stato sollevato di peso e cacciato? La libertà di parola o il paradigma del sessismo? Al pubblico l’ardua sentenza.

Di certo, però, si è reso immortale un momento bassissimo per la nostra povera civiltà, quindi forse è meglio ridere (per non piangere).

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!