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Ferrovie al Sud: AV Napoli – Bari e Diagonale del Mediterraneo3 min read

Esistono due grandi progetti ferroviari per il Sud, molto diversi tra di loro, se non altro per lo stato di realizzazione. La prima, la Napoli – Bari è in avanzato stato di costruzione. La seconda, la Diagonale del Mediterraneo è più un sogno per adesso che un progetto.

 

La Napoli – Bari e il megatunnel

Per quanto concerne la ferrovia ad Alta velocità Napoli – Bari, infrastruttura essenziale per il Mezzogiorno, un altro passo importante è stato compiuto in vista del suo completamento. È stato infatti approvato il progetto definitivo del maxi-tunnel che collegherà la nuova stazione Hirpinia ad Orsara. La prima servirà appunto il bacino d’utenza irpino (Campania) mentre la seconda segna l’ingresso in Puglia. L’imponente infrastruttura costituisce la tratta più impegnativa: sono 25 i km del tunnel, che costa 1,5 miliardi sui 6,2 dell’intera linea Napoli – Bari. L’appalto non è ancora stato assegnato ma Fs Italiane conta sulla presenza di Maurizio Gentile, ad di Rete Ferroviaria Italiana (controllata da Fs), commissario straordinario per l’opera. Opera che secondo le previsioni sarà completata nel 2026.

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Rendering della futura stazione Hirpinia

Le criticità

Il collegamento diretto da Napoli a Bari vedrà la luce prima: nel 2023. Si procederà infatti con la progressiva apertura di nuove tratte. Alla fine dei lavori da Bari si potrà raggiungere Napoli in due ore e Roma in tre. Ma questo solo con la galleria Hirpinia – Orsara in attività. La complessità dell’opera è stata sottolineata dal Consiglio superiore dei lavori pubblici che ha notato criticità dal punto di vista geotecnico e d’esercizio. Il primo punto è rilevante perché un’attenta analisi della componente geologica delle montagne attraversate permette di conoscere lo stato dei materiali scavati. Se non condotta adeguatamente si rischiano imprevisti e ritardi, come successo in altre opere. Il secondo punto sottolinea invece una adeguata distanza tra i due binari, necessaria per prevenire incidenti, considerando le alte velocità e la possibilità di circolazione dei treni merci.

Sul versante campano saranno a breve consegnati i lavori delle tratte Frasso Telesino – Telese e Apice – Hirpinia. I cantieri sono in attività anche nei pressi di Napoli. Più indietro l’iter nel versante pugliese: la tratta Orsara – Bovino è ancora da approvare. L’infrastruttura ferroviaria al completo permetterà di convogliare utenza dagli aerei ai treni, garantendo sviluppo economico all’area.

 

La Diagonale del Mediterraneo: il progetto

Investitalia, voluta dal premier Conte come supporto agli investimenti, sta mettendo a punto il progetto per un’infrastruttura estesa e diramata, la Diagonale del Mediterraneo. La tratta portante, percorrendo quasi la antica Via Appia, dai dintorni di Salerno dovrebbe toccare le tratte lucane di Potenza, Matera e Metaponto per terminare a Taranto e Brindisi. Da Metaponto dovrebbe distaccarsi un’altra diagonale che dovrebbe confluire nella linea tirrenica a Paola passando per Sibari. Sibari che nel progetto dovrebbe costituire uno dei due capolinea della futura linea jonica insieme a Reggio Calabria.

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Le direttrici della Diagonale del Mediterraneo

Non sarebbero linee ad alta velocità di rete. Ma permetterebbero collegamenti diretti, stabili e competitivi con altri vettori come i trasporti su strada. Oggi nel nostro paese sono le dorsali le direttrici su cui viaggiano i treni. A queste si aggiungerebbero delle linee pensate in diagonale, le diagonali appunto, che puntano ad integrare i quadranti tirrenico, adriatico e jonico, quest’ultimo attualmente tagliato fuori da quasi tutti i collegamenti. Oggi chi volesse raggiungere Taranto da Reggio Calabria impiegherebbe in treno 6 ore e 30 minuti. L’obiettivo è l’integrazione di porti, università, comuni costieri con centri interni, e la valorizzazione di siti turistici come parchi naturali e archeologici che sarebbero facilmente raggiungibili.

Il progetto sarà presentato a Rfi e Mit. Dovrebbe essere finanziato con 5-7 miliardi del Recovery Fund. Paesi del nord Europa “frugali” permettendo. Entro settembre il governo dovrebbe inviare a Bruxelles il Recovery Plan, la programmazione di interventi che beneficerebbe dei fondi. Staremo a vedere quali saranno le opere in programma.

 

Leggi anche: Ferrovie: la Tav di Firenze e l’Alta velocità al Sud.

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