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Smart working sì, smart working no: Sala e Dadone2 min read

“Questo è il momento di tornare a lavorare”! Con questa provocatoria affermazione il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha espresso la propria contrarietà al protrarsi dello smart working. La polemica, tuttavia, non s’è fatta aspettare, e a rispondere a Sala non sono semplicemente arrivati altri sindaci o amministratori locali.

A contraddire il primo cittadino di Milano, infatti, è arrivata Fabiana Dadone, ministro della Pubblica Amminsitrazione, grande sostenitrice del lavoro da remoto fin dalla fase uno. Dadone, in particolare, ha approfittato dello sprazzo di polemica per rivolgersi, più in generale, a tutti gli amministratori locali reticenti o scettici riguardo al telelavoro, rivolgendo loro un chiaro e conciso messaggio, che ha poi ricondiviso sulle sue pagine social:

Con questo messaggio, Dadone porta avanti una battaglia per la digitalizzazione tanto nobile quanto controversa: se da un lato è innegabile che molti lavoratori hanno dichiarato di voler continuare, almeno in parte, a lavorare da casa anche dopo la quarantena ( il 56% secondo uno studio dell’Osservatorio Nomisma-Crif), è anche vero che occorre considerare altri fattori.

SMART WORKING E PA: COSA BISOGNA CONSIDERARE

Da un lato, occorre sempre ricordare che l’impossibilità di svolgere il lavoro in presenza ha costretto le pubbliche amministrazioni a rallentare notevolmente il ritmo di lavoro, sospendendo addirittura alcune procedure, come quella dell’accesso agli atti pubblici. Dall’altro, è opportuno sottolineare come Giuseppe Sala non abbia mai insinuato che i lavoratori pubblici non abbiano lavorato durante la quarantena, ma abbia espresso dubbi ben più seri e supportati dai fatti: l’”effetto grotta” di cui il ha parlato il primo cittadino del capoluogo lombardo, infatti, non si limita ad essere un modo di dire o una preoccupazione eccessiva. Il rischio, infatti, di ritrovarsi con una consistente fetta di popolazione restia ad affrontare nuovamente il mondo reale esiste, e si può infatti parlare di sindrome della capanna, problema che, si stima, potrebbe aver già colpito più di un milione di italiani.

Una polemica, insomma, montata su basi infondate, ma che ancora una volta divide l’opinione pubblica, su uno strumento che invece, come è ovvio che sia, presenta numerosi vantaggi ed altrettanti svantaggi.

 

VIDEO INTEGRALE DEL MESSAGGIO DI GIUSEPPE SALA:

 

LA RISPOSTA AGLI AMMINISTRATORI DI FABIANA DADONE:

 

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