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L’epoca coloniale francese si è conclusa? No l’Africa è ancora di Macron2 min read

Last updated on 12 Giugno, 2020

Macron

Un’epoca mai del tutto tramontata, quella coloniale, incarnata perfettamente da quella Francia che continua ancora a oggi a esercitare una forte influenza sugli Stati africani e che continuerà a esercitarla, con buona probabilità, anche in futuro, nonostante la rivoluzione annunciata dal presidente Macron. Il franco africano, infatti, è ormai prossimo al pensionamento: in 8 diversi Paesi, tra i quali il Senegal e la Costa d’Avorio, la moneta che fino a oggi ha concesso a Parigi innegabili vantaggi sarà sostituita dall’Eco, riducendo così l’influenza esercitata dai governi transalpini. Un passo avanti verso un’indipendenza ancora molto lontana.

L’arrivo dell’Eco sarà accompagnato da diverse novità. Su tutte una ritrovata indipendenza da parte della Banca Centrale degli Stati dell’Africa Occidentale, che non dovrà più depositare il 50% delle proprie riserve di valute straniere nelle casse del ministero dell’Economia francese. Un passaggio che, secondo molti economisti, avrebbe tolto arbitrariamente liquidità ai Paesi interessati e ridotto le linee di credito delle banche. Oltre a questo, la Francia perderà il proprio potere decisionale sui tassi di interesse e su un’eventuale svalutazione della moneta

L’inizio di una nuova epoca, insomma. Con qualche possibile ostacolo a fare però già capolino all’orizzonte della ritrovata libertà da parte degli Stati africani. La Francia, che negli ultimi mesi era stata duramente criticata e accusata di continuare a portare avanti pratiche colonialiste, si è infatti riservata qualche piccolo asso nella manica. A parole, Macron ha voluto rompere con il passato, facendo segnare un punto di svolta nella storia del suo Paese e del rapporto con l’Africa. Nella pratica, però, gli interessi nazionali vengono sempre al primo posto, come dimostrato dalla presenza militare nell’area del Sahel con il compito di impedire l’avanzata delle truppe jihadiste.

La nuova strategia di svolta 

 

Non è solo con l’esercito, però, che la Francia manterrà il proprio legame con l’Africa: la nuova moneta è infatti stata ancorata direttamente all’euro e con un cambio fisso. In questo modo Parigi resterà il garante finanziario dell’Eco, senza più concedere la rendita dello 0,75% sulle riserve depositate dagli Stati africani nelle casse del proprio Tesoro, che interverrà inoltre in caso di crisi di liquidità di uno degli 8 Stati interessati con dei prestiti. Passaggi, questi, che non hanno mancato di scatenare attacchi a Macron. La Nigeria, che continua a invocare la nascita di una moneta unica africana, è andata su tutte le furie dopo l’annuncio dell’Eliseo, minacciando di far saltare l’accordo di libero scambio merci all’interno del territorio africano.

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