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Perché nemmeno il 2020 ci ha messo d’accordo sui vaccini?3 min read

Lockdown. Crescita esponenziale dei decessi. Timore. Il 2020 ci ha fornito un piccolo assaggio di una vita senza vaccini. In molti hanno creduto che il Covid-19 avrebbe mutato il pensiero dei no-vax più determinati, ma lo scenario proposto non ha scaturito l’effetto sperato. Anzi, paradossalmente ha inasprito le loro convinzioni. È giunto il momento di abbandonare le ideologie figlie del bieco complottismo, informarsi e porsi una domanda: perché immunizzarci? Cerchiamo di capirlo insieme.

No-vax: da minoranze a star del web

Uno studio pubblicato su Nature da Neil Johnson rappresenta i social network come un possibile veicolo di disinformazione scientifica. L’analisi coinvolge 100 milioni di persone registrate su Facebook e pronte a confrontarsi sul tema delle vaccinazioni. I no-vax occupano una posizione minoritaria ma, essendo i più attivi, reclutano facilmente gli utenti neutrali ancora indecisi. Il rischio è che in breve tempo diventino la maggioranza. Una problematica da non sottovalutare in vista di un possibile vaccino contro SARS-CoV2.

No-vax & politica

L’area politica si presenta disomogenea. Quest’anno il segretario del PD e governatore del Lazio Nicola Zingaretti ha proposto l’obbligo del vaccino antinfluenzale e antipneumococcico per gli over 65 e il personale sanitario. Per quale ragione? Secondo una ricerca pubblicata su The Lancet i virus antinfluenzali agevolerebbero l’ingresso del Coronavirus nei polmoni.

Non tutti sono del medesimo avviso. Sara Cunial, ex Movimento 5 Stelle e nota no-vax, ha definito le vaccinazioni un ‘genocidio gratuito’. Il 14 maggio 2020 durante un intervento pubblico ha diffuso teorie complottiste (senza prove concrete) contro Bill Gates e i Big Pharma.

A fare compagnia alla Cunial troviamo Michele Ghiglianovich, vicesindaco leghista di Aviano in provincia di Pordenone. Girovagando sul suo profilo Facebook è facile incappare in post cospiratori legati a vaccini e case farmaceutiche. In merito alla possibilità di immunizzarsi contro il Covid ha condiviso un video con scritto: ‘Non fate il vaccino quando uscirà…metteranno di tutto dentro per farci diventare degli zombie’.

Vaccini: quando la leggenda supera la realtà

Il web è visto come il Sacro Graal del sapere, ma la realtà dei fatti è che non basta leggere un post su Facebook per essere informati, bisogna studiare. Spocchiosamente dibattiamo su temi di cui non abbiamo competenze, riducendoli a banali discorsi da bar. Siamo circondati da fake news che andrebbero finalmente chiarite.

  1. ‘Il vaccino causa l’autismo’

Nel 1998 l’ex medico inglese Andrew Wakafield conduce uno studio su 12 bambini per dimostrare una possibile correlazione tra autismo e vaccino MPR (Morbillo, Parotite, Rosolia). I risultati pubblicati su The Lancet si riveleranno in breve tempo falsificati, tant’è vero che costeranno allo scienziato la radiazione dall’albo. Questa bufala ha causato un crollo delle vaccinazioni con una conseguenza prevedibile: un ritorno dei casi di morbillo.

  1. ‘Ci iniettano il mercurio nel corpo’

I vaccini multi-dose contengono il Thimerosal, un conservante con un atomo di mercurio nella sua formula. Gli studi lo hanno dimostrato innocuo: l’unico effetto collaterale è una leggera allergia. Dal 2002 non si utilizza più, semplicemente perché i programmi di vaccinazione sono monodose e non necessitano l’uso di conservanti.

  1. ‘Preferisco essere immunizzato dalla malattia che dal vaccino’

I vaccini producono una risposta immunitaria simile a quella causata dall’infezione naturale, senza però le possibili complicazioni correlate alla seconda. Affrontare l’Epatite B senza copertura vaccinale può causare cancro al fegato, nel caso della Rosolia parliamo di difetti congeniti permanenti (sordità, malformazioni cardiache, ritardo mentale). Siamo davvero pronti a correre un rischio del genere?

In conclusione: perché vaccinarsi?

Vaccinandoci introduciamo nel nostro corpo una versione modificata di un virus o un batterio. La somministrazione porta allo sviluppo di anticorpi in grado di difendere il nostro organismo in caso di attacchi futuri dal medesimo agente infettivo.

Un’alta copertura vaccinale porta alla cosiddetta ‘immunità di gregge’ (strada percorsa in piena pandemia dalla Gran Bretagna e irrealizzabile proprio a causa di un elemento mancante: il vaccino contro il Covid-19). Una popolazione immunizzata impedisce la circolazione del virus e protegge i soggetti che non possono vaccinarsi per questioni di salute. Il vaccino è un diritto che ci spetta, ma è al tempo stesso un dovere verso la comunità in cui viviamo.

 

 

 

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