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Quando le fake news su debito pubblico e BCE vengono dal Sole24Ore4 min read

Last updated on 14 Giugno, 2020

In un recente articolo apparso sul Sole24Ore dal titolo “Bce, restituiti 32 miliardi di interessi dal 2015” il giornalista economico Vito Lops sostiene che ci sarebbe un duplice vantaggio per l’Italia nella politica della Banca Centrale Europea di acquisti dei nostri titoli di Stato. Il detto quantitative easing infatti non solo dovrebbe “allontanare gli speculatori” ma anche, e qui sta la falsità, dovrebbe azzerare gli interessi.

“Quindi il vantaggio degli acquisti della Bce è almeno doppio. In primo luogo allontana la speculazione. In secondo sulla quota di debito detenuta gli interessi maturati vengono sostanzialmente restituiti al Tesoro (quindi difatti è come se quel debito fosse a costo zero).”

A rincarare la dose arriva il capogruppo del M5S al Parlamento Europeo On. Piernicola Pedicini con un tweet nel quale cita l’articolo del quotidiano di Confindustria per attaccare i “Professoroni” che sostengo sarebbe conveniente utilizzare la nuova linea di credito del MES per l’emergenza sanitaria.

L’On. Pedicini prende una cantonata micidiale su due fronti. Il primo è che non è vero che gli interessi dei titoli posseduti dalla BCE vengono restituiti al Tesoro, il secondo è che il MES sarebbe davvero conveniente perché permetterebbe all’Italia di prendere soldi in prestito ad una tasso inferiore rispetto a quello di mercato.

Partiamo dalla prima questione cioè questo supposto sistema per il quale la BCE compra titoli italiani e poi gira gli interessi allo stesso Dipartimento del Tesoro che li emette, rendendo di fatto questo debito a costo zero. Tale meccanismo semplicemente non esiste. La BCE effettua acquisti sul mercato secondario dei titoli di Stato, cioè non interviene direttamente alle aste, ma compra titoli già emessi aiutando l’Italia a mantenere tassi d’interesse più bassi. Così facendo tenta di ridurre la differenza tra il tasso d’interesse sul nostro debito sovrano e quello degli altri paesi europei: il famoso spread. Per effettuare gli acquisti la BCE usa le banche dell’Eurosistema, del quale ovviamente fa parte la Banca d’Italia. Proprio Palazzo Koch esegue gran parte degli acquisti di titoli italiani per conto della BCE ed è quindi la Banca d’Italia ad incassare gli interessi su quei titoli.

Banca d'Italia
Palazzo Koch sede della Banca d’Italia, costruito tra il 1886 e il 1892.

Per la Banca d’Italia quegli interessi sono semplicemente un’entrata come un’altra che concorre a formare l’attivo di bilancio. La mistificazione del Sole24Ore deriva probabilmente dal fatto che la Banca d’Italia normalmente stacca ogni anno un dividendo a favore dello Stato (nel 2019 pari ad un importo di 7,87 miliardi di euro, ndr). Il dividendo però non è automatico e la cifra non corrisponde agli interessi guadagnati dai titoli di Stato.

L’articolo 38 dello Statuto della Banca d’Italia regola la distribuzione degli utili e stabilisce che:

L’utile netto è così destinato:
a) alla riserva ordinaria, fino alla misura massima del 20 per cento;
b) ai partecipanti, che risultano titolari delle quote al termine del quarantesimo giorno precedente alla data dell’assemblea in prima convocazione, fino alla misura massima del 6 per cento del capitale;
c) alla riserva straordinaria e ad eventuali fondi speciali fino alla misura massima del 20 per cento;
d) allo Stato, per l’ammontare residuo.

Si capisce quindi che gli interessi sul debito, anche su quello acquistato dalla BCE, li paghiamo eccome. Il fatto poi che una parte di questi interessi, tramite varie peripezie, tornino nelle casse dello Stato non equivale di sicuro a dire che ci possiamo indebitare gratis.

BCE Bankitalia

Sulla questione del MES la spiegazione è molto più banale. In risposta alle richieste di sostegno finanziario degli Stati Membri colpiti dalla pandemia, l’Europa ha voluto dare un primo aiuto istituendo una nuova linea di credito del Meccanismo Europeo di Stabilità che non prevede altra condizione se non di usare i soldi per spese sanitarie. Questo finanziamento ha un interesse prossimo alla zero e l’importo può arrivare fino al 2% del PIL, che per l’Italia sarebbero circa 36 miliardi di euro.

L’ultima asta di titoli di Stato si è tenuta proprio ieri e ha segnato un nuovo record di domanda per il debito sovrano italiano con richieste per oltre cento miliardi. (MilanoFinanza) Sono stati collocati sul mercato BTP con scadenza a dicembre 2030 e un rendimento dell’1,707%. Se lo Stato prendesse i soldi i prestito dal MES al posto che sul mercato, considerando i tassi di ieri, risparmierebbe circa 600 milioni di euro all’anno. No bruscolini.

Dispiace che il principale quotidiano di informazione economica in Italia non verifichi più attentamente le notizie che pubblica. Diventa davvero difficile per i cittadini, già costretti a districarsi tra un dedalo di fake news, informarsi correttamente se non ci si può fidare neanche di chi dovrebbe essere una fonte autorevole.

Quanto poi all’On. Pedicini, il suo attacco ai “Professoroni” che vogliono il MES risulta quantomai comico e sarebbe ancora più divertente se il suo partito non fosse parte del Governo, visto che la preclusione dei 5 Stelle all’utilizzo del Fondo Salva Stati ci costa 6 miliardi.

Se ti è piaciuto questo articolo leggi anche: Il prossimo crac finanziario sarà nel mondo dei crypto-asset

3 Comments

  1. Loris Milani Loris Milani

    D’accordo, e stendiamo un velo pietoso su 5stelle e oltre, ma i fondi del MES sono ad esclusivo beneficio della sanità, mentre il debito reperito sul mercato con i btp può essere speso per in ogni settore. Mi risulta che a maggio, a fronte di 108 miliardi di richiesta di Btp ne siano stati collocati 23, perchè? se così fosse non avremmo potuto reperire velocemente la liquidità che serve per far partire l’economia? Il Mes, sempre se non mi sbaglio, si sblocca il prossimo anno…

    • Nicola Massella Nicola Massella Post author

      Ciao Loris quel che dici sull’ultima asta BTP è corretto. Non ricordo precisamente le cifre ma dovrebbero essere grosso modo quelle di cui hai parlato. Avere una domanda molto superiore all’offerta è fondamentale per le casse dello Stato perché si tratta appunto di un’asta dove noi dobbiamo strappare il miglior tasso d’interesse. Lo Stato spende ogni anno tra 70 e gli 80 miliardi di euro solo per interessi sul debito. Quanto poi al fatto che fare debito serva a far ripartire l’economia qui la questione diventa complicata. Sta tutto ovviamente in come si spendono i soldi. Gli Stati Generali convocati dal Presidente del Consiglio a Villa Doria-Panphili dovrebbero servire proprio a questo: aprire un dibattito su come investire i circa 170 miliardi che arriveranno dall’UE. Per il momento questo dibattito sembra rimanere confinato alla villa, speriamo ne esca presto.

      • Christian Caiumi Christian Caiumi

        Mi spiace Signor Nicola, ma sento la necessità di risponderle per rettificare, e quindi dare la possibilità ad altri lettori di farsi un’opinione diversa rispetto alla quantità di inesattezze molto gravi, dal mio punto di vista, presenti nel suo articolo e anche in questo commento. Parto dal presupposto che ciò che lei dice sulla retrocessione degli utili da parte della Banca Centrale è vero, ma ciò non toglie che una parte degli interessi sull’emissione di di titoli di stato, di fatto rientra davvero nelle casse dello Stato. Che il meccanismo non sia automatico è francamente poco più che un cavillo contabile.
        Veniamo alle colossali inesattezze:
        E’ FALSO che non vi siano ulteriori condizionalità oltre alla tipologia di spesa. L’accesso al MES è regolato da un trattato, che impegna i paesi sottoscrittori all’esecuzione di politiche di consolidamento del bilancio pubblico sotto la sorveglianza delle Istituzioni europee. Ciò è chiaramente SPECIFICATO anche nei report dell’Eurogruppo che ha discusso recentemente la questione. Quindi la prego, non ciurliamo nel manico.
        L’importo PUO’ arrivare al 2% del PIL, ma è molto improbabile che ci arrivi! Perchè dipende in larga misura da quanti e quali paesi decideranno di partecipare e quindi di sottoscrivere le garanzie! Inoltre il MES si esaurirà automaticamente con l’esaurirsi dell’emergenza! Il che rende praticamente impossibile spendere 36 miliardi, per questioni di tempo ma anche di tipologia di spesa: non possiamo raccontare che con quel denaro si potranno ricostruire gli ospedali, perchè è un FALSO. Quei denari serviranno SOLO all’acquisto di beni e servizi strettamente legati all’emergenza! Se vuole compriamo 36 miliardi di Euro di mascherine, ma non credo sia il caso.
        E’ un allucinante FALSO che il MES faccia risparmiare 600 milioni all’anno, per due semplici motivi:
        1) L’emissione di un BTP senior (cioè privilegiato come il MES) permetterebbe il suo piazzamento ad un tasso di interesse del tutto paragonabile a quello del MES.
        2) L’adesione al MES lo configura, per l’appunto, come creditore privilegiato (senior) rispetto alla massa del resto del debito pubblico nazionale, che a causa di questo declassamento subirebbe una ovvia svalutazione. Sa quanto poco basta che aumentino i tassi su 2000 miliardi di debito per mangiarsi completamente i suoi 600 milioni di “risparmio”? Glielo lascio immaginare.
        Che quindi la scelta di rinunciare al MES ci “costi 6 miliardi” è una colossale BUGIA, che può essere propalata solo ignorando i fondamentali dell’economia finanziaria.
        Vengo ora al suo commento. Che lo stato italiano debba “strappare il miglior tasso” dalle sue aste è un’altra solenne sciocchezza, che dimostra come lei non abbia una vaga idea di come vengono piazzati i titoli di stato italiani alle aste. Il collocamento dei titoli di stato italiani avviene attraverso il principio dell’ASTA MARGINALE, vale a dire che a tutti gli assegnatari viene attribuito lo stesso prezzo, che è quello più basso tra quelli attribuiti agli assegnatari. Ciò facilita la formazione di cartelli tra gli astisti e come risultato finale un tasso mediamente più elevato o comunque stabilito più dagli astisti che dall’emittente. E’ ovvio che c’è la fila per i titoli di stato italiani, viste queste condizioni!
        L’Italia ha un cronico problema di liquidità, che ostacola la ripresa della domanda interna. Per una volta basterebbe distribuire il più possibile liquidità nel sistema, e lasciare che esso regoli la sua distribuzione! Fermo restando la necessità di realizzare progetti di grande importanza strategica decisi dallo Stato (e non dalle istituzioni finanziarie internazionali!)
        i cosiddetti “stati generali” sono uno scandalo democratico perchè di fatto il Parlamento è stato una volta di più esautorato e ogni discussione affidata al Governo e ad enti e interessi privati, oltre ad organismi sovranazionali che non rispondono alla Costituzione italiana e anzi operano in sostanziale contrasto coi suoi principi (vedi quello della piena occupazione).
        La ringrazio fin da ora per aver ospitato questo commento, che credo debba ristabilire la giusta equidistanza rispetto alla propaganda a senso unico che ho letto.

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