Press "Enter" to skip to content

Le sfide del governo Conte: burocrazia, investimenti e fisco5 min read

È un Giuseppe Conte a tutto tondo quello che ha tenuto la conferenza stampa di ieri pomeriggio. Nella splendida cornice dell’atrio di Palazzo Chigi la scena che si propone si è già vista: presidente in piedi dietro al leggio e alle spalle le immancabili bandiere italiana ed europea. Giornalisti rigorosamente distanziati e mascherati, interpellati dal portavoce del presidente, Casalino. Il presidente del consiglio, in occasione del 3 giugno, data della ripresa mobilità tra regioni e con l’Unione Europea (paesi permettendo, vedi Austria), ha delineato una visione del futuro. Un futuro che ci piacerebbe assomigliasse alla bellezza delle Frecce tricolori che hanno sfrecciato sulle principali città italiane in occasione della festa della Repubblica. Burocrazia, investimenti, fisco, lavoro, infrastrutture, scuola, Unione Europea, imprese, giustizia ed energia sono solo alcuni dei temi affrontati dal presidente.

 

I progetti

Il virus non è scomparso. È solo tenendo a mente questa premessa che si può parlare di progetti: lo sa bene il primo ministro. Il timore è che tutto rimanga solo in un, pur bellissimo, libro dei sogni. Aspettando l’arrivo dell’imminente Decreto legge Semplificazioni, che dovrebbe intervenire su burocrazia, pubblica amministrazione e appalti, Conte comincia ricordando la mole dello sforzo economico dello Stato per far fronte all’emergenza sanitaria ed economica. Sono complessivamente 80 i miliardi (come tre leggi di bilancio) stanziati tra decreto Cura Italia e decreto Rilancio. I progetti governativi sono condivisibili ma una difficoltà balza subito all’attenzione. Come potrà questo governo mantenere tutte le promesse, vista anche la rilevanza delle questioni, di lunghissimo termine? 7 punti fondamentali sono:

  • Riforma della giustizia per abbreviare i tempi dei processi e riformare il Codice Civile.
  • Riforma fiscale per un fisco meno iniquo, più progressivo e più semplice.
  • Investimenti in energie rinnovabili.
  • Banda larga e digitalizzazione su tutto il paese.
  • Scuola: ristrutturazioni dell’edilizia scolastica e investimenti in ricerca.
  • Sburocratizzazione e semplificazione della pubblica amministrazione.
  • Rafforzamento delle imprese con Impresa 4.0 e Ace.

Il capo dell’esecutivo non ha risparmiato una frecciatina rivolta verso Confindustria. Conte si aspetta dall’associazione degli industriali italiani proposte che non si fermino alla riduzione delle tasse ma che guardino di più al futuro: che siano insomma più lungimiranti. Il neopresidente di Confindustria, Carlo Bonomi fin dalla sua elezione non ha infatti risparmiato dure critiche: «la politica rischia di fare più danni del virus» ha dichiarato.

Confindustria
Carlo Bonomi, 53 anni, presidente di Confindustria

Altri dossier scottanti

E ancora l’Unione Europea: il Recovery Fund stanziato dalla Commissione ammonta a 750 miliardi dei quali circa 170 saranno per l’Italia. La questione è la tempistica: i finanziamenti non saranno disponibili prima di fine anno. Oltre a dichiararsi soddisfatto per il Fund, Conte ribadisce la presenza del piano Sure per la cassa integrazione e dei finanziamenti della Banca Europea per gli Investimenti (Bei). Ancora in corso il dialogo sul Mes, che convoglierebbe somme verso la sanità italiana per circa 36-37 miliardi, ma che Conte (e non solo) ritiene inadeguato. Inoltre i ministri Di Maio, Franceschini e Amendola stanno lavorando per l’attrazione turistica dall’estero: dalla bella stagione passano miliardi di euro e milioni di posti di lavoro. Saranno convocati gli Stati Generali dell’Economia: un tavolo con le parti sociali.

Non è mancato neanche un commento sulle opposizioni che hanno manifestato contro il governo il 2 giugno. Non sembra esserci quella concordia di unità nazionale che auspica il capo dello stato Mattarella. Conte dichiara che è normale la volontà di manifestare di molti, visto il malcontento generale provocato dal virus e dalle conseguenti misure, certamente impopolari.

Commissione
Ursula Von Der Leyen, 61 anni, presidente della Commissione Europea e co-promotrice del Recovery Fund

Infrastrutture

Ma un altro tema caldo è costituito dalle infrastrutture e dai trasporti, al quale rivolgo sempre un occhio di riguardo. Ieri, per la prima volta, un Frecciarossa in esercizio ha raggiunto la stazione di Reggio Calabria. Un segnale importante. Il Dl Semplificazioni in arrivo dovrebbe mettere mano a una revisione del reato di abuso d’ufficio e del reato di danno erariale in materia di appalti. Conte ha rimarcato come chi faccia ristagnare le procedure, allungando così i tempi, non sia punito o almeno redarguito. L’obiettivo è rendere conveniente alle imprese appaltatrici avviare delle gare messe a bando dalla stazione appaltante pubblica.

La domanda su autostrade da parte della stampa non poteva poi mancare. Conte ribadisce come ci siano gli estremi che dimostrino l’inadempienza di Autostrade per l’Italia in ottica di manutenzioni. Il processo di revoca o caducazione della concessione è in corso.

E poi strade e ferrovie. Il primo ministro elenca i progetti che sono nel mirino: la ferrovia Roma – Pescara, l’adeguamento della Tav Brescia – Padova, il raddoppio della ferrovia adriatica e interventi in quella pugliese. E ancora la ferrovia Reggio Calabria – Taranto e l’alta velocità in Sicilia. Porti e aeroporti nell’intenzione dell’esecutivo dovranno essere maggiormente legati a ferro e gomma nel segno dell’intermodalità. Persino il Ponte sullo Stretto di Messina è tema tornato alla ribalta. Il presidente del consiglio afferma che valuterà il progetto senza pregiudizi solo quando interventi viari e ferroviari di contesto saranno in stato avanzato.

 

Gli sviluppi

La curva epidemiologica sta permettendo un progressivo allentamento delle misure di contenimento. Non si può però dire che il paese guarda al futuro con serenità. Gravi sono i danni economici. Bankitalia prevede una perdita di Pil a fine anno che potrebbe arrivare anche al -13%, un ecatombe di posti di lavoro. Mentre Istat fa sapere che in Italia ci sono già 400.000 occupati in meno. Ma l’Europa questa volta c’è, e il governo, con tutti i suoi limiti ed errori, sta lavorando. Serve stabilità politica: in Italia non è mai esistita. Come può la politica impostare il futuro se scossa continuamente da ribaltamenti e capovolgimenti dettati da strategie elettorali? Ma qualcosa possiamo farla anche noi comuni cittadini per una rinascita del nostro paese: la ricostruzione passa anche dall’impegno che profondiamo in ciò che facciamo, ognuno nel proprio ruolo.

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!