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Scuola, il mistero dei precari e il sogno del concorsone4 min read

Last updated on 30 Maggio, 2020

Tra i mille disagi che il Coronavirus ha portato con se’ nell’istruzione, sussiste un problema che fa tremare le aule del Governo. Al computer e distanziati, i professori precari tornano tra i banchi per contendersi una cattedra di ruolo. Sembra che l’accordo  nella maggioranza sul decreto scuola sia chiuso: come si apprende da alcune indiscrezioni l’intesa, dopo il vertice di Palazzo Chigi convocato dal premier Giuseppe Conte, è stata trovata con un concorso per i precari che ci sarà ma dopo l’estate e non sarà più a crocette ma con una prova scritta. Resta comunque una prova fortemente selettiva in entrata, che porterà all’assunzione di 32mila insegnanti. Insomma la soluzione permetterebbe così di combattere il precariato garantendo la meritocrazia.

Ma prima un passo indietro

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Nonostante i provvedimenti sembrino pronti a decollare al più presto, è doveroso fare un passo indietro per capire che cosa è successo nel mondo del precariato scolastico durante lo scoppio del Coronavirus. In Italia la voragine si apre nel momento in cui le scuole si sono interrotte e l’attenzione si è rivolta subito non solo agli studenti, ma anche sugli stessi docenti o chi almeno vorrebbe esserlo. Quando la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha annunciato in conferenza che i concorsi per i precari sarebbero rimasti bloccati forse fino al 2021, lo scenario era spiazzante: un altro anno senza lavoro, passato ad aspettare una convocazione, tra spezzoni di cattedra risicati, sballottati da un istituto all’altro. Un altro anno in attesa di un concorso che non arriva.

Lo stop all’aggiornamento delle graduatorie di istituto voleva dire fermare le liste da cui gli istituti assegnano i contratti a tempo determinato, modificate una volta ogni tre anni (proprio per non mandare nel caos le segreterie). Chi non è iscritto, può mandare alle scuole solo “messe a disposizione”, con cui è difficilissimo lavorare. Il 2020 doveva essere l’anno del fatidico aggiornamento, ma il Coronavirus ha sembrava aver bloccato tutto. In queste condizioni, sarebbe stato difficile portare a termine la procedura, tra un processo di digitalizzazione mai collaudato e alcuni passaggi per forza in presenza, mentre gli uffici di Ministero, Usr e istituti sono a scarto ridotto. Le scuole a fine agosto avranno bisogno di semplificare, a maggior ragione vista l’esigenza di cominciare prima, già dal 1° settembre, con i recuperi. Non ci si può permettere ritardi, meglio confermare le vecchie liste. “Chiedo scusa a tutti i precari ma non sarà possibile aggiornare le graduatorie di istituto. Non riusciamo a portare avanti un milione di moduli cartacei, ci riaggiorneremo il prossimo anno”, ha spiegato la ministra Lucia Azzolina.

Ma il Governo non si arrende e da più parti arrivano pressioni per procedere comunque con l’aggiornamento: ad esempio i parlamentari del Movimento 5 stelle avevano chiesto di “lavorare per l’attivazione immediata delle graduatorie provinciali” e “abbreviare i tempi consentendo di aggiornare già quest’anno”. Più facile appariva una deroga per i neoabilitati (pochissimi) e soprattutto per gli specializzati sul sostegno, a cui già in passato era consentito di inserirsi in corsa.

La soluzione?

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Finalmente qualcosa poi si è mosso. Il primo concorso sarà quello straordinario, per 24mila professori di scuole medie e superiori: si svolgerà nel periodo estivo tra fine luglio e inizio agosto. La selezione è riservata ai precari con 36 mesi di servizio alle spalle e, secondo le stime del ministero dell’istruzione, potrebbero partecipare circa 77mila precari. I candidati verranno convocati per una prova da svolgere al computer con 80 quesiti a cui rispondere in 80 minuti: per motivi di sicurezza, in emergenza da Covid-19i candidati svolgeranno la prova in aule con un massimo di 10 partecipanti.

Il ministero assicura che le prove verranno suddivise in diversi giorni e in base alle diverse classi di concorso. Ad oggi è possibile contare su circa 33mila postazioni già attive nelle scuole su tutto il territorio nazionale e nei prossimi giorni verranno cercate possibili nuove postazioni su cui poi saranno organizzati i turni. Al concorso straordinario si aggiungono altre tre selezioni: un concorso ordinario da 25mila posti per laureati, a cui potrebbero accedere anche centinaia di migliaia di persone e si potrebbe svolgere in autunno, uno per la scuola dell’infanzia e la primaria da poco meno di 13mila posti e uno straordinario per l’abilitazione che verrà conseguita da tutti coloro che superano la prova scritta con 42/60, vale a dire con il 7.

L’obiettivo quindi è portare in cattedra i primi assunti per il 1 settembre: svolgere le prove selettive del concorso straordinario tra luglio ed agosto significa arrivare proprio sul filo di lana. Ma il ministero dell’istruzione conta di farcela anche perché, rinviando i concorsi, si andrebbe a posticipare anche quello ordinario previsto per l’autunno.

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