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L’Italia torna al lavoro: la fase 2 per il nostro Paese3 min read

Last updated on 21 Maggio, 2020

Da lunedì 18 Maggio, finalmente, molti commercianti hanno potuto sentire il rumore delle saracinesche alzarsi, dopo due mesi di chiusura. «Siamo contenti di essere tornati al lavoro» , spiega un dipendente milanese alle telecamere, «oltre all’aspetto economico c’era questa inattività che ti faceva sentire impotente».  

«L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro»

Il primo articolo della Costituzione Italiana recita: «L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro» e in questi tempi, più che mai, ci siamo accorti di quanto sia vero l’incipit di questo principio fondamentale. 

Benigni, in uno dei suoi incontri, ne aveva parlato:

«Solo noi abbiamo la Costituzione in cui si dice che il nostro paese è fondato sul lavoro, siamo gli unici al mondo! […] Lavoro vuol dire impegno, contributo che ognuno di noi può portare

Avere come fondamenta del proprio sistema il lavoro significa basarsi sulla passione, su ciò che ognuno può dare e fare. Prima i lavoratori non avevano parte nella vita sociale, ora invece sono il fondamento.

Con la sua solita vena comica, Benigni aveva anche aggiunto: «Voi mi direte: “Ma le fondamenta non si vedono” Infatti anche il lavoro, ma questo è un altro discorso…»

L’Italia al lavoro

La vita ricomincia a Roma durante la fase 2. Molti paesi nel mondo stanno uscendo dal lockdown per cercare di far ripartire l’economia. 17 Maggio 2020. 
ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Ecco perché è così prezioso per l’Italia poter tornare al lavoro. Non solo per l’aspetto economico, che verrà recuperato solo in parte, considerando che molti locali saranno costretti a lavorare in perdita, ma per la dignità della persona stessa. Lo dice la Costituzione: il lavoro fa parte della costruzione del sé. 

Così in Italia si ricomincia, seguendo tutte le disposizioni dettate dal governo. Nel decreto si parla di distanza di sicurezza, niente assembramenti, gel igienizzante all’ingresso dei locali. Così l’Italia si è preparata per affrontare la tanto attesa fase 2. E l’esito, secondo Confcommercio, è stato positivo. Certo, non proprio per tutti. 

Commerciante sanifica il suo negozio per la riapertura del 18 Maggio durante l’emergenza Corona-virus. Torino, 17 Maggio 2020. 
ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Il 90% di negozi d’abbigliamento ha riaperto in sicurezza, diversamente invece per il settore della ristorazione che si ferma al 70% e con 4 dipendenti su 10 rimasti a casa. 

Le proteste: «Vogliamo poter lavorare»

D’altronde, basta fare due conti per realizzare che le bollette del gas o della luce devono comunque essere pagate, ma con entrate drasticamente ridotte. Proprio per questo, alcuni lavoratori di questo settore in grave perdita, insieme ai tassisti, sono scesi in piazza per protestare, con bandiere tricolori e cartelloni.  Chiedono di poter lavorare. La manifestazione prende il nome di L’Italia s’è desta ed è l’augurio che tutti noi facciamo. 

Fonte: today.it Proteste a Milano

Il primo articolo della nostra Costituzione ci ricorda le fondamenta del nostro paese, le stesse da cui l’Italia ripartirà. 

Leggi anche Distanziamento sociale a colori: come rispettare le misure di sicurezza e Il tributo all’Italia di Steve McCurry. Il Belpaese agli occhi del fotografo  

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