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Dinner bond, una salvezza per l’impresa del food o un fallimento?6 min read

Adesso è il momento di progettare il futuro e purtroppo chi si ritrova a lavorare nel settore della ristorazione deve far da se. Gli aiuti statali tardano ad arrivare, se arrivano.. e lo stesso Stato non da certezze e regole su come riaprire. Il 18 maggio arriva, e forse, una minima speranza c’è. Si è incominciato a parlare di Dinner Bond o Dining Bond in questo periodo di quarantena: uno strumento che ti porta nel futuro. Sostiene l’economia della ristorazione aspettando poi la riapertura del vostro ristorante preferito. Ma realmente in cosa consiste questo strumento? Dov’è nato e quali sono i ristoranti che hanno aperto a questa soluzione?

Si paga oggi, a prezzi scontati, e si potrà usufruire di pranzi e cene “speciali” nel futuro, in un lasso di tempo molto lungo. L’idea arriva da New Yorkdove, circa una settimana fa, l’agenzia di comunicazione Hall Pr ha invitato i cittadini a sostenere il proprio ristorante preferito con i “dining bond“. Il “buono”, permette di acquistare pranzi o cene scontate da fruire quando l’emergenza Coronavirus sarà terminata. Inoltre, ciascun ristoratore ha visibilità sulla piattaforma creata ad hoc: supportrestaurant.org.

In pochi giorni l’iniziativa si è estesa a macchia d’olio, dagli Usa alla Germania, dalla Spagna all’Italia.

Da poco vi segnaliamo che è stata attivata in Italia anche la piattaforma SOS- Save On Seat lanciata dal gruppo Global Shapers di Roma. I buoni acquistati hanno validità di 1 anno e il servizio per i ristoratori è gratuito.

Chi ha attivato i Dinner Bond

Dinner Bond

Tra coloro che hanno già attivato dining bond e voucher scontati simili “a lunga scadenza” ci sono: ristorante Kresios (Telese Terme), Maschera Tiramisù (Milano), ristorante Glass Hostaria(Roma), ristorante Salumeria Roscioli (Roma) ristorante Oltre (Bologna), Terminal Restaurant (Gallarate) ristorante San Domenico (Imola), i Sette Consoli (Orvieto), La Frasca (Desenzano del Garda) Moi Omakase (Prato), Na Bela Grana (Villa San Pietro Cuneo) le Fanfaron (Torino), Caffè Dante Bistrot (Verona), l’hamburgeria Buns(Verona), Tablinum (Desenzano del Garda), Osteria Partenope (Napoli), il ristorante Metis (Napoli). La lista diventa sempre più lunga e quasi tutti i ristoratori italiani stanno aderendo con entusiasmo a questa idea.

A Milano, inoltre, c’è Andrea Berton – dell’omonimo ristorante in Porta Nuova – che guarda ottimista al futuro e ha già attivato i “restaurant bonds”: acquisti oggi una cena per una persona per poter mangiare domani in due”. Il voucher per due persone comprende un calice di aperitivo e un menù degustazione realizzato per l’occasione dallo chef al costo di 150€. Il voucher sarà ovviamente utilizzabile solo dal momento della riapertura del Ristorante Berton e si avrà tempo fino al 20 dicembre 2020 per usufruirne. “Ho pensato che con la vendita di questi voucher potevamo ridurre l’impatto economico causato dalle necessarie misure di prevenzione adottate – spiega Berton-. Acquistare un voucher non è solo una questione di investimento, bensì un modo per lanciare un messaggio di fiducia sul fatto che questa crisi finirà e il settore della ristorazione si riprenderà.”

Save one Seat, una piattaforma made in Italy

Nel frattempo, però, anche in Italia è nata una piattaforma che si prefigge di dare supporto all’iniziativa. Save One Seat (SOS è l’acronimo, calzante) è la pagina ideata dai Global Shapers di Roma (hub capitolino della community giovanile del World Economic Forum, occupata in azioni di promozione sociale) per proporre

“le cene di domani per chi resta a casa oggi”. “La nostra missione è quella di creare liquidità per supportare il settore della ristorazione italiana nel breve periodo, riducendo gli impatti economici delle necessarie misure di prevenzione”, spiegano gli ideatori della piattaforma no profit (il servizio è gratuito). L’invito è aperto in primo luogo ai ristoratori che vogliono proporre un “buono Sos” usufruendo della vetrina; i clienti, invece, potranno acquistare il voucher e consumarlo presso la struttura selezionata entro un anno dall’acquisto. “Abbiamo iniziato a raccogliere adesioni venerdì 20 marzo, ne abbiamo già più di 70, da varie città italiane – spiega l’organizzazione – Il nostro primo pilot di vendita Buoni SOS verso i clienti lo faremo a Roma, attivando la parte di acquisto entro venerdì 27”. Ma sono già arrivate offerte di collaborazione da partner di settore, “per cui in tempi brevissimi vorremmo estendere il servizio in tutta Italia. Anzi, potendo i Global Shapers contare su una rete di hub sparsi in diverse città del mondo, probabilmente la piattaforma sarà estesa alle maggiori città europee, una volta consolidato il nostro pilota italiano”.

Rinascimento 

Sul fronte delle piattaforme che aggregano ristoranti intenzionati a coinvolgere i propri clienti in una scommessa da tentare inseme per guardare fiduciosi al futuro, c’è anche Rinascimento Ristorazione, nomen omen. Gli Itafoodbond sono mini bond gastronomici venduti al prezzo di 10 euro, riscattabili presso i ristoranti aderenti per un valore superiore del 25% (12,50 euro). Il ristorante selezionato invierà tramite Whatsapp gli estremi per effettuare un bonifico, in attesa di poter consumare i bond. Il territorio di riferimento, per il momento, è quello campano; hanno già aderito insegne come La Stanza del Gusto di Napoli, Pineta 1903 a Maiori, Il Principe di Pompei.

Posto del Cuore, un’idea Under 30 

Nel frattempo, in attesa che anche la Fipe inauguri una piattaforma già annunciata e ideata a supporto delle attività di ristorazione intenzionate a far leva sullo strumento dei bond (nel caso specifido Ristobond), nove giovani ragazzi under 30 hanno dato vita al progetto Posto del Cuore, avviato da Maria Beatrice Casarosa e Adriano Aquilani. L’intento è il medesimo: la piattaforma di supporto ideata dai ragazzi garantisce visibilità alle attività di tutta Italia che vogliono proporre i propri voucher con pagamento anticipato (e sconto variabile per il cliente al momento della riapertura). Si tratta di una vetrina senza scopo di lucro, nata per far incontrare facilmente domanda e offerta. Tanto che tra le peculiarità del progetto c’è anche la possibilità per l’utente di segnalare il proprio posto del cuore, invitandolo a prendere parte alla community e, perché no, proporre il proprio bond. Al momento la piattaforma raccoglie un centinaio di attività in tutta la Penisola, dando spazio anche a bei progetti sociali come Ventunogrammi, realtà bresciana che dà lavoro a ragazzi affetti da sindrome di Down: in difficoltà per la chiusura forzata, il locale ha promosso tramite Posto del Cuore i propri bond, riscontrando il sostegno caloroso del pubblico.

Grazie a Milano in Tavola, stiliamo una lista di chi ha aderito in tutta Italia, con una riserva speciale per il capoluogo lombardo, a queste iniziative.

Dinner Bond

Le Fanfaron, Torino

Fuzion Food, Torino

Buns, Verona

Tablinum, Desenzano del Garda

La Tana Gourmet, Asiago

Berton, Milano

Mascherpa, Milano

Oltre, Bologna

Osteria del Cappello, Bologna

San Domenico, Imola (FC)

Moi Omakase, Prato

‘Ino, Firenze

Santa Elisabetta del Brunelleschi Hotel, Firenze

Albergaccio di Castellina, Castellina in Chianti (SI)

I Sette Consoli, Orvieto

Salumeria Roscioli, Roma

Maritozzo Rosso, Roma

Kresios, Telese Terme (BN)

Osteria Partenope, Napoli

XFood, San Vito dei Normanni (BR)

Old Friend Bar e Bistrot, Cagliari 

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