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OMS: La sottile linea tra indipendenza e subordinazione3 min read

Last updated on 12 Maggio, 2020

In queste settimane pandemiche abbiamo sentito nominare l’Organizzazione Mondiale della Sanità un centinaio di volte al giorno. Viene spesso rappresentata come un’isola deserta autonoma e lontana da ogni genere di influenza politico-economica: è davvero così pura e incorruttibile?

Storia dell’OMS: luci e ombre

1946. Anno di fondazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. 194 paesi ne fanno parte. Segretariato, Assemblea Mondiale, Consiglio Esecutivo e uffici regionali (dislocati negli Stati membri) compongono gli Organi di Governo. Tedros Adhanom Ghebreyesus, attualmente in carica con il voto favorevole di ben 133 paesi, è il primo Direttore Generale dell’OMS di origine africana.

L’obiettivo fondante è ambizioso: ‘il raggiungimento da parte di tutte le popolazioni del più alto livello possibile di salute (…) uno stato di benessere fisico, mentale e sociale’. Gettando un occhio su molte aree del Terzo Mondo sembrerebbe una finalità utopistica. Oppure dimenticata.

Nel corso degli anni le sfide sono state parecchie. Il Covid-19 ci ha scossi, ci ha colpiti selvaggiamente strappandoci la nostra quotidianità, ma non è la prima forma virale in cui incappiamo. Non scordiamoci della H1N1 (2009), della poliomielite (2014), dell’Ebola (2014 e 2019) e del virus Zika (2016).

L’operato dell’OMS durante le crisi sanitarie ha sempre ricevuto molte critiche. Richard Horton su The Lancet ha definito l’intervento contro l’epidemia dell’Ebola tardivo e decisamente non all’altezza delle aspettative. Il British Medical Journal ha evidenziato conflitti d’interesse nella gestione della pandemia H1N1: difficile ignorare la partecipazione di esperti legati a industrie farmaceutiche produttrici di antivirali per virus influenzali. Le polemiche non si fanno attendere nemmeno nel 2020. Trump denuncia legami tra Cina e OMS e il 7 aprile minaccia di tagliarne i finanziamenti.

Focus: i grandi finanziatori dell’OMS

Strutturalmente solida e duratura, l’OMS riceve somme di denaro dai 194 membri. Il bilancio complessivo del 2020-2021 è di circa 4,8 miliardi di dollari.

Come stabilire i fondi da destinare all’Organizzazione Mondiale? Gli Stati pagano:

  • Quote obbligatorie commisurate al PIL nazionale e alla popolazione
  • Finanziamenti volontari

Nel 2012-2013 l’80% del budget complessivo derivava dai contributi volontari e soltanto il 20% da fondi istituzionali prestabiliti. La relazione legata alla 64.ma Assemblea Mondiale della Sanità ha segnalato un’evidente discrepanza a livello di versamenti obbligatori: Stati Uniti (22%), Regno Unito (6,6%) Cina (3,1%).

Passano gli anni, ma i dati non cambiano. Nel 2020 sommando quote regolari e volontarie troviamo: Cina (86 milioni di dollari), Gran Bretagna (434 milioni di dollari) e in pole position gli Stati Uniti (tra i 400 e i 500 milioni di dollari). Con cifre del genere, la minaccia di Trump all’OMS prende sicuramente una piega più pericolosa.

Non solo USA: chi sono i benefattori dell’OMS?

La stabilità dell’Organizzazione Mondiale non coinvolge solo gli Stati membri. Imprese e fondazioni sono in prima linea. Dal 2000, grazie a loro, le entrate vivono una crescita esponenziale. Sorge spontanea una domanda: chi sono questi grandi benefattori?

La più quotata è la Bill&Melinda Gates Foundation gestita dal plurimiliardario creatore di Microsoft e da sua moglie. Dal 2013 è al primo posto tra i sostenitori privati. Qualche cifra per orientarci? Nel 2008 ha donato 219milioni di dollari e proprio nel 2020 ha annunciato di voler stanziare 150milioni nella lotta contro il Covid-19.

La lista di donatori non termina qui. I più attivi? The Gavi Alliance, Sanofi Aventis, Bayer Ag e Novartis. Tra i supporter troviamo anche la Commissione UE; in Italia vi è un vero e proprio coinvolgimento regionale che vede ai primi posti la Lombardia, il Veneto e la Toscana. Un dato sensibile arriva dal lontano 2010: l’Europa ha donato all’OMS 57milioni.

Lungi da me criticare la filantropia. La propensione a fare del bene può essere solo lodata. Rendere Ong, Big Pharma e organizzazioni internazionali sostenitori di primo livello rimane indubbiamente una lama a doppio taglio. L’ascendente e il potere degli ultimi possono influenzare le scelte dell’Organizzazione. Nel 2017 l’80% dei fondi registrati dall’OMS erano earnmarked, volti a coprire progetti indirizzati dai privati. Sorge spontaneo un quesito: qual è il confine tra beneficenza e manipolazione?

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