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Tempo di proteste: la Chiesa accusa Conte e 5 Eyes indaga su Wuhan5 min read

Last updated on 1 Giugno, 2020

Benvenuti alla tredicesima edizione della Contro-rassegna stampa. In questa settimana verranno confrontate le notizie de El Mundo, El País e il New York Times con i principali quotidiani italiani. Ecco una breve presentazione delle notizie che verranno analizzate: dal 4 maggio più di 4 milioni di persone potranno tornare a lavorare, anche se diversi settori continueranno a rimanere bloccati. La Conferenza Episcopale Italiana accusa Conte di violare la libertà di culto e il Papa cerca di allentare la tensione. Severgnini sottolinea quanto la gravità della situazione attuale si sia presentata con le stesse caratteristiche in tutti gli Stati colpiti dal corona virus. Infine l’organizzazione 5 Eyes raccoglie le prove che dimostrano l’avvenuta creazione del virus nell’Istituto di virologia di Wuhan.

El Mundo: Inizia la Fase 2, dal 4 maggio più di 4 milioni di persone tornano a lavorare

Venerdì primo maggio El Mundo ha pubblicato una notizia riguardante le scuse che Giuseppe Conte ha rivolto agli italiani, a causa dei ritardi che si sono verificati nella distribuzione degli aiuti per affrontare la pandemia. Inoltre ha annunciato che dal 4 maggio più di 4 milioni di persone potranno tornare a lavorare, con l’applicazione e il rispetto dei protocolli di sicurezza. Nonostante sia stata ufficialmente fissata la data d’inizio della Fase 2, diversi settori continueranno a rimanere bloccati. In particolare con la totale assenza dei turisti, le ragioni stanno cercando di rilanciare offerte e regole rigide per contenere la diffusione, poiché consapevoli di non poter fare affidamento esclusivamente sul “turismo indigeno”. La Stampa ha riportato l’intervento di Renzi, andato in onda su Radio 1. Il fondatore del partito Italia Viva ha commentato così la grave situazione nella quale verte il settore turistico: “Sono favorevole a una ‘riapertura calibrata’ nei territori […]. Penso che ciò che sta accadendo avrà conseguenze nei prossimi 6 mesi. E questo è il compito della politica. Il populismo vive di sondaggi, di attenzione all’istante, a ciò che accade adesso, mentre la politica dovrebbe prevedere qualche mese prima. Se non partiamo adesso, specie nei territori in cui si può ripartire, il lavoro perderà significato e sarà tutto sussidi e assistenzialismo.”

El País: Conte non cita la Chiesa nel decreto e viene accusato di violare la libertà di culto

Il nuovo decreto per la Fase 2 è stato comunicato agli italiani dal primo ministro, durante la conferenza di domenica 26 aprile. Nel lungo elenco delle nuove norme e misure di sicurezza, Conte si è dimenticato di dare una risposta specifica nei confronti della Chiesa, in particolare per lo svolgimento delle messe. Nell’articolo de El País pubblicato il 3 maggio, è stata riportata la reazione del clero. Una volta terminato il discorso, la Conferenza Episcopale Italiana ha rilasciato una dura dichiarazione rivolta al primo ministro, accusandolo di violare la libertà di culto. Lunedì 27 aprile, il Papa ha allentato così la tensione: “In questo momento, quando abbiamo iniziato a fare provviste per uscire dalla quarantena, abbiamo chiesto al Signore la grazia della prudenza e dell’obbedienza alle disposizioni, affinché la pandemia non ritorni.” Infine gli attuali rapporti tra lo Stato e la Chiesa sono stati ulteriormente approfonditi dalla dichiarazione del presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Gualtiero Bassetti. Nell’articolo de Il Messaggero, sono state riportate le seguenti parole del cardinale: “Come Chiesa abbiamo condiviso, certo con sofferenza, le limitazioni imposte a tutela della salute di tutti, senza alcuna volontà di cercare strappi o scorciatoie, né di appoggiare la fuga in avanti di alcuno; ci siamo mossi in un’ottica di responsabilità a tutela soprattutto dei più esposti, alla vigilia di quella che ci auguriamo possa essere una rinascita per l’intero Paese, ribadisco l’importanza che non si abbassi la guardia ma, come abbiamo ripetuto in questi mesi, si accolgano le misure sanitarie.”

New York Times: Severgnini: “Le emozioni sono il carburante dell’Italia”

Il vicedirettore del Corriere della sera, Beppe Severgnini, ha scritto un articolo d’opinione, che è stato pubblicato sul New York Times il 4 maggio. Il giornalista ha sottolineato quanto gli italiani siano stati pazienti, durante la fase del lockdown. In realtà sono state diverse le proteste che si sono svolte, a causa del denaro che arriva troppo lentamente. Ad esempio l’industria del turismo, che rappresenta il 15% del Prodotto nazionale lordo, è completamente in ginocchio. Inoltre il Covid-19 ha colpito la maggior parte della popolazione, in quanto l’Italia ha la più grande percentuale di persone con più di 80 anni rispetto a tutti i paesi europei. Un altro argomento, che è stato inserito nell’articolo è il confronto tra il percorso compiuto dall’Italia e quello degli altri paesi, nella battaglia contro la pandemia. Con questa analisi, Severgnini ha voluto evidenziare quanto la gravità della situazione attuale si sia presentata con le stesse caratteristiche e intensità in tutti gli Stati colpiti dal corona virus. Infine il giornalista ha concluso l’articolo con queste parole: “Le emozioni sono il carburante dell’Italia. In un momento come questo, potrebbero spingere il paese verso un futuro migliore. Oppure masterizzarlo sulla riga di riavvio.”

El Mundo: Li Zehua e 5 Eyes: le proteste contro il governo cinese continuano ad aumentare

“In tempi di corona virus, l’autocensura in Cina arriva all’interno delle abitazioni. All’esterno il Partito comunista cerca di creare un pensiero unico, prendendo come punto di riferimento i propri canoni.” Queste sono le prime righe che aprono l’articolo de El Mundo pubblicato il 5 maggio. Il focus della notizia è la storia del blogger cinese Li Zehua, che si era travestito da giornalista per scoprire ciò che stava accadendo a Wuhan e le informazioni raccolte venivano in seguito pubblicate nel suo canale You Tube. La sua attività di investigazione si è improvvisamente interrotta con la sua scomparsa. Qualche settimana fa, il blogger è riapparso nel web con un video, testimoniando la benevolenza e il rispetto dimostrato dagli agenti nei suoi confronti, durante un periodo di quarantena obbligatoria, nel quale è stato sorvegliato 24 ore su 24. Anche la testata italiana Il Messaggero ha pubblicato una notizia in riferimento alla vicenda di Li Zehua, riportando ulteriori approfondimenti sulle proteste a livello globale, che sono state mosse nei confronti del governo cinese. L’articolo si concentra sulla descrizione dell’organizzazione 5 Eyes, all’interno della quale sono riunite 5 agenzie di Intelligence occidentali, nello specifico Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Regno Unito. L’ente ha pubblicato un fascicolo di 15 pagine, nel quale sono state raccolte tutte le prove, che dimostrano l’avvenuta creazione del virus all’interno dell’Istituto di virologia di Wuhan, dove la Cina ha studiato le malattie legate ai pipistrelli.

Vi ringrazio per l’attenzione e vi aspetto per la quattordicesima edizione della contro-rassegna stampa giovedì 14 maggio.

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