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Aspi e lo stato di salute delle infrastrutture2 min read

Last updated on 8 Maggio, 2020

Dopo il crollo del Ponte Morandi con il Decreto Genova dell’ottobre 2018 era istituito l’Ainop (Archivio Informatico Nazionale delle Opere Pubbliche) e l’Ansfisa (Agenzia Nazionale per la Sicurezza di Ferrovie ed Infrastrutture Stradali ed Autostradali) per monitorare le condizioni delle infrastrutture nel nostro paese.

I risultati

Proprio oggi Autostrade per l’Italia (Aspi) ha iniziato la pubblicazione sul suo sito web dei risultati delle ispezioni compiute sui suoi viadotti in questo trimestre. Questo costituisce un estratto, una versione sintetica dei dati che la società caricherà nell’archivio Ainop e che servirà all’Ansfisa, super-agenzia che non è entrata subito in funzione, come ho già riportato in questo articolo. Chiunque sia interessato può cercare i viadotti per regione, provincia, autostrada o nome del viadotto. Il colore verde contrassegna un viadotto in buono stato di salute, mentre l’arancione indica “lavori in corso”. L’azzurro e il blu segnalano che sono previsti interventi di manutenzione tra 2 o 5 anni, a seconda della priorità e urgenza. E’ segnalata anche la data dell’ultima ispezione.

Anas e i viadotti

L’Ainop resta però incompleto perché solo Aspi, tra i gestori autostradali, ha caricato i dati delle sue infrastrutture che sono 4500 tra ponti, viadotti, gallerie, cavalcavie e sottovie. Un migliaio sono stati invece i controlli effettuati sulle opere di Aspi in tempi di lockdown. Anas ha infatti cominciato le ispezioni solo dopo il crollo del ponte di Albiano Magra l’8 aprile scorso e su pressione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit). Meno della metà delle infrastrutture da essa gestite sono schedate. La società del CEO Simonini dovrà anche spiegare come avvengono le ispezioni stesse dando ragione dei voti che descrivono il degrado di un’opera. Regioni e Province non hanno ancora pubblicato rapporti a causa soprattutto di un mancato coordinamento con il Mit, verificatosi anche per l’emergenza Coronavirus. Fortunatamente più solerti sono stati i gestori di altri tipi di opere pubbliche come dighe o ferrovie.

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Ponte di Albiano Magra

Questa schedatura è resa possibile dall’unificazione dei criteri delle linee guida per la valutazione delle sicurezza dei viadotti approvata dal Consiglio superiore dei lavori pubblici. Infatti ogni gestore fino ad adesso ha lavorato con propri criteri. Ma ci sarà un altro passaggio da superare: alcuni ingegneri strutturisti guidato dall’ispettore del Mit Placido Migliorino condurranno approfondimenti e verifiche su alcuni difetti. L’obiettivo, come scrive Il Sole 24 Ore, è un sistema condiviso che valuti il grado di rischio di singole tratte. Nel frattempo, sull’A19 Palermo – Catania,  il viadotto Himera aspetta di essere ricostruito dal 2015.

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Viadotto Himera

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