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Ora Pechino trema: in un dossier Usa tutte le bugie della Cina sul Covid-192 min read

Last updated on 10 Maggio, 2020

 

La tensione tra gli Stati Uniti e la Cina cresce giorno dopo giorno, in una spirale di accuse e contro-accuse che il mondo guarda con costante apprensione. Trump e il fedelissimo segretario di Stato Mike Pompeo continua a puntare il dito contro Pechino, invitando i suoi 007 a raccogliere più prove possibili sulla genesi del Covid-19 e sulla gestione della fase iniziale della pandemia. Il Saturday Telegraph ha pubblicato degli estratti del dossier che l’intelligence americana sta ricostruendo. Una lunga serie di punti che passano dagli arresti alle condanne di medici che avevano parlato della diffusione del virus (sfidando i diktat delle autorità) fino alla distruzione di campioni del patogeno.

Il pugno duro di Trump 

Usa vs Cina

Le informazioni in possesso sembrano essere pesantissime.  Il rischio è che queste abbiano conseguenze devastanti in un momento in cui il mondo intero guarda la Cina con diffidenza. Nel dossier pubblicato dalla testata si evidenziano anche dati sugli asintomatici mai condivisi con il resto dei Paesi: “Nonostante le prove della trasmissione uomo-uomo fossero note dall’inizio di dicembre, le autorità della Repubblica popolare cinese hanno continuato a negarlo fino al 20 gennaio. L’Organizzazione mondiale della sanità si è comportata nello stesso modo, evitando di comunicare la pandemia prima del 11 di marzo, quando ormai da due settimane il virus circolava in tutto il mondo. Questo con un unico scopo non far scadere i pandemia bond, titoli/obbligazioni di mercato.  Tuttavia, le autorità di Taiwan manifestarono preoccupazioni già il 31 dicembre, così come gli esperti di Hong Kong il 4 gennaio”.

Usa vs Cina 

Usa vs Cina

Non ci sono soltanto le menzogne, però, a emergere con forza dalle pagine. Gli agenti segreti Usa accusano Pechino anche di gravi errori nella prima fase della diffusione della pandemia, con il lockdown che sarebbe scattato troppi tardi, non riuscendo a impedire che persone residenti a Wuhan e che avevano nel frattempo contratto il virus si spostassero lungo il territorio nazionale. Inoltre, la Cina avrebbe fatto pressioni su una serie di altri Stati (Italia compresa) affinché non adottassero restrizioni nei voli, spingendoli così a sottovalutare quello che stava accadendo in quei giorni concitati. All’Australia, che chiedeva rapide indagini, Pechino avrebbe addirittura risposto con la minaccia di stop agli scambi commerciali.

Il laboratorio di Wuhan

Usa vs Cina

Resta, di fondo, il sospetto più terribile: quello che il coronavirus che continua a spaventare il mondo intero sia stato creato per mano umana dai ricercatori cinesi. Una conclusione alla quale al momento non si arriva in maniera evidente, con l’intelligence però a sottolineare sospetti per niente facili da dissipare. Tra le ipotesi al vaglio, quella che sembra al momento avere più forza per il Telegraph resta la fuga accidentale del Covid-19 dall’Istituto di Virologia di Wuhan o dal CDC cinese, che dista circa 300 metri dal wet market di Wuhan da cui sono emersi i primi casi.

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