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Covid-19: tutte le fake news che la bella stagione porta con sé3 min read

Last updated on 12 Maggio, 2020

Le zanzare trasmettono il Covid? I soggetti allergici sono esposti a maggiori rischi? Si potrà praticare attività fisica con la mascherina? Questi sono i quesiti più gettonati. Domande accompagnate da una molteplicità di allarmanti fake news. Ecco un paio di dritte per sedare i dubbi che affollano le nostre menti.

SOS zanzare: possono trasmettere il Covid?

Le zanzare sono una fastidiosissima costante nelle estati italiane. Negli ultimi anni, l’Aedes Albopictus, o zanzara tigre, è diventata una sorvegliata speciale. In Europa, il territorio più infestato è proprio l’Italia. Tra le aree più colpite troviamo l’Emilia-Romagna, dove il 77% dei comuni segnala un’ampia diffusione.

Di fronte a questi numeri e alla certezza che la zanzara possa diffondere malattie mortali (basti pensare alla febbre gialla o alla dengue), sorge spontanea una domanda: può trasmettere il Coronavirus?

Il Covid-19 è un virus respiratorio, si trasmette da uomo a uomo solo attraverso goccioline di saliva (le ben note ‘goccioline di Flügge’) oppure portandosi le mani alla bocca, al naso o agli occhi dopo aver toccato una superficie contaminata. Rezza, Direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, spiega che:

Anche se non sono stati fatti studi sperimentali, probabilmente le zanzare non sono un veicolo di contagio. Questo non dovrebbe essere un agente virale che si trasmette per vettori.

Roberto Burioni appoggia la stessa tesi:

Non dobbiamo immaginare una zanzara come una siringa che prende il sangue e lo immette in altre persone. Per essere in condizione di infettare, al suo interno deve replicarsi l’agente patogeno e questo non succede nel caso del Coronavirus.

La zanzara è sicuramente un insetto pericoloso, ma in alcuni casi non è in grado di trasmettere i virus. Basti pensare all’Hiv o all’Ebola. Le ragioni sono molteplici:

  • Alcuni agenti infettivi non si adattano all’organismo o vengono distrutti in seguito al processo di disgregazione all’interno dell’apparato digerente dell’insetto.
  • I tempi di incubazione del virus potrebbero essere più lunghi della vita stessa della zanzara.

Polline e Covid-19: un mix pericoloso?

Il 20% della popolazione italiana convive con forti allergie nel periodo primaverile. In un momento in cui un semplice colpo di tosse fa gelare il sangue nelle vene, bisogna innanzitutto distinguere la rinite allergica dal Coronavirus.

L’allergia causa un raffreddore con muco liquido acquoso, starnuti, prurito nel cavo orale e agli occhi. Tosse e congiuntivite sono riscontrabili anche nel Covid-19 e, proprio per questo, potrebbero trarci in inganno. Bisogna ricordarsi che il Coronavirus è spesso accompagnato da febbre, un chiaro segnale di infezione virale nel nostro corpo.

Ora che abbiamo distinto le sintomatologie, rimane un quesito: le allergie sono un fattore di rischio? I soggetti allergici (includendo anche chi soffre di asma allergica lieve) non corrono maggiori pericoli, ma devono proseguire le terapie di mantenimento (corticosteroidi, broncodilatatori e farmaci inibitori dei leucotrieni).

Un discorso a sé riguarda chi soffre di asma moderata o grave. In questo caso parliamo di soggetti a rischio, in quanto possiedono condizioni polmonari croniche che potrebbero essere aggravate da SARS-CoV-2.

Sport e Covid-19: la mascherina è un alleato o un nemico?

Molti centri sportivi promuovono una riapertura in sicurezza: distributori di gel igienizzanti all’ingresso, guanti e mascherine. Per adesso la loro ripartenza è ancora un lontano miraggio. Nel mentre, per la gioia dei runners, dal 4 maggio sarà possibile fare attività fisica en plein air. La mascherina sarà necessaria oppure no? Cerchiamo di capirlo insieme.

Quando pratichiamo sport ad alta intensità la nostra respirazione muta: inspiriamo ossigeno ed espiriamo anidride carbonica con maggiore frequenza. Cosa accadrebbe se corressimo indossando la mascherina? In breve tempo avremmo il nostro dispositivo di sicurezza saturo di anidride carbonica che andremmo a reimmettere nel nostro corpo. Risultato finale: svenimento assicurato.

Giacomo Astrua, dietista e divulgatore scientifico per Medical Facts, consiglia:

Rispettare il distanziamento sociale e non indossare la mascherina durante l’attività fisica all’aperto, quantomeno per non impegnare le nostre ambulanze, oberate di lavoro, anche nel soccorso dei runners svenuti.

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