Press "Enter" to skip to content

L’immigrazione ai tempi del Covid19. Rischiamo una seconda ondata?3 min read

Le migrazioni tra le due sponde del Mediterraneo costituiscono un fattore strutturale dei Paesi che vi si affacciano, pertanto l’Unione Europea non può trascurare tale fenomeno che è destinato ad accompagnare gli Stati membri ben più a lungo del COVID 19. I primi mesi del 2020 invitano a non sottostimare il fenomeno migratorio. Secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), nei mesi di gennaio e febbraio del 2020 il numero di arrivi in Europa è stato di 14.955, rispettivamente il 20% e il 13% in più rispetto agli arrivi registrati nei primi due mesi del 2019 (12.444) e del 2018 (13.167).

IMMIGRAZIONE: I DATI DELL’UNHCR

Dati ancora più recenti vengono riportati dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Fino al 14 aprile del 2020, secondo l’UNHCR, sono arrivati in Europa 20.456 migranti, di cui 17.134 attraverso le rotte marittime e 3.322 con quelle terrestri. I principali Paesi d’arrivo sono Grecia con 9.641 migranti, la Spagna con 6.034, l’Italia con 3.229 e Malta con 1.135. I dati indicano che il maggiore flusso dei migranti si trova nel Mediterraneo orientale, conseguenza dell’aggravarsi della crisi siriana e della decisione turca di aprire il suo confine con la Grecia. La rotta del Mediterraneo centrale sembra seguire l’andamento degli anni precedenti, che vede dal 2017, anno dell’accordo tra UE, Italia e milizie libiche, un continuo calo del flusso verso le coste italiane e quelle maltesi. Al calo della rotta centrale ha fatto seguito invece l’aumento dei flussi occidentali che partono dal Marocco verso la Spagna.

Immigrazione

Per quando riguarda i Paesi di provenienza, sempre secondo i dati del UNHCR, nel 2020 l’Afghanistan e la Siria sono i due maggiori Paesi di partenza, ulteriore conseguenza dell’apertura del confine greco-turco diventato oggi il principale canale di arrivo verso l’Europa. Per quanto riguarda l’immigrazione dai Paesi africani, nel 2020 la maggior parte dei migranti proviene dalla Repubblica Democratica del Congo, dall’Algeria, dalla Costa d’Avorio e dal Sudan

La situazione attuale non è di certo una delle migliori per occuparsi di immigrazione, infatti in Italia sono stati firmati decreti che vietano l’attracco e lo sbarco di ONG straniere con a bordo migranti proveniente dall’Africa. Allora come mai si continua a parlare di nuovi sbarchi da navi quale l’Alan Kurdi? Semplice questi decreti non sono applicati e quindi si da la possibilità ai migranti di raggiungere il nostro paese. Il problema più grande di questo momento non è l’immigrazione in se, ma le condizioni sanitarie che il nostro paese, l’Africa, come l’intero mondo sta avendo. Quando parliamo di Covid19, parliamo di un virus che ha subito almeno 3 salti generazionali, 2 da animale ad animale (1- pipistrello – serpente) (2- animale – uomo)                     (3- uomo – uomo). Questo significa che tutti noi abbiamo di fronte un virus che si modifica continuamente anche in base al sistema immunitario di ogni singolo uomo o popolazione. Ogni popolazione reagisce diversamente ad un virus e se l’Italia sta intravedendo la luce fuori da questo lunghissimo tunnel, l’Africa non ancora, anzi è in piena fase del contagio. Ricordiamo anche che la maggior parte dei migranti che arrivano nel nostro paese non viene regolarizzata o quanto meno certificata come provenienza e richiesta d’asilo, infatti circa l’84% dell’immigrazione risulta clandestina. Da qui arrivano le tante proposte di  Italia Viva, rappresentata nel governo dal ministro dell’agricoltura Bellanova e da +Europa di Emma Bonino per fare una sanatoria che regolarizzi l’intera migrazione. La questione però che la politica (almeno quella al governo), non sta analizzando è che il problema non si trova nella regolarizzazione dell’immigrazione in questo momento, ma nella stessa immigrazione. Non bisogna permetterlo per le condizioni sanitarie che potrebbero riversarsi nuovamente nel nostro paese.

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!