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Rebuilding & Rethinking: come risponde il mondo al Covid-19?5 min read

Last updated on 11 Maggio, 2020

3 febbraio 2020. Sono passati due mesi da quando osservavamo sbalorditi la rapida costruzione dell’Ospedale di Huoshenshan a Wuhan. Plaudevamo alla celerità con cui la Cina rispondeva all’avanzata del Covid-19, ignari di come, in breve tempo, avremmo avuto bisogno del medesimo supporto d’emergenza. Il resto del mondo sta combattendo con la stessa tenacia? Scopriamolo.

Covid-19: l’Italia dal crowdfunding degli influencer alla manodopera bergamasca disponibile h24

9 marzo 2020. Chiara Ferragni e Fedez lanciano una campagna di crowdfunding via Instagram con un solo obiettivo: rafforzare la terapia intensiva dell’Ospedale San Raffaele di Milano. Somma ottenuta? Oltre 4 milioni di euro. Con quella che è stata definita la più ampia raccolta fondi d’Europa mai fatta su GoFundMe è stato possibile costruire una tensostruttura con 14 posti letto. Un gesto felicemente accolto dal virologo Roberto Burioni, attivo nella sua lotta contro le fake news in merito al tema Covid-19.

L’area lombarda non si ferma. È il turno della bergamasca. La Fiera di Bergamo è diventata una struttura ospedaliera composta da 140 posti letto, 72 dei quali destinati alla terapia intensiva e sub-intensiva. Alpini, artigiani e il team di Emergency hanno lavorato incessantemente per renderla agibile il prima possibile e tendere una mano all’area più colpita della Lombardia. Giorni per costruire la struttura? Solamente 7.

Ultimo ma non meno importante, l’Ospedale Covid-19 in zona Portello. La costruzione è avvenuta a passo svelto: 17 giorni. La struttura dispone di 200 posti letto e 900 addetti gestiti dal Policlinico di Milano, di cui 500 infermieri, 200 medici anestesisti e altri 200 operatori sanitari. 1200 donatori hanno reso possibile questo progetto, portando alla raccolta di 21milioni di euro. Tra i donatori: Silvio Berlusconi, Giuseppe Caprotti e l’azienda Nexi.

Palazzo del ghiaccio e Ifema: storia di una riconversione spagnola

15.238. Questo è l’attuale numero di morti nel territorio spagnolo. Un numero così inaspettato ed elevato da saturare persino le camere mortuarie. Per questa ragione il Palazzo del ghiaccio di Madrid, un tempo centro commerciale con pista di pattinaggio, diventa un obitorio provvisorio. Le autorità considerano questa una scelta necessaria, in quanto ‘il freddo aiuterà a mantenere i cadaveri’ in vista di una soluzione più consona.

I provvedimenti non terminano qui. Salvador Illa, Ministro della Salute, compie una mossa senza precedenti: pone la sanità privata al servizio di quella pubblica. Per quale ragione? Per garantire alle comunità autonome spagnole ogni possibile mezzo nella lotta al Coronavirus.

La Spagna, inoltre, attua una riconversione necessaria: il polo fieristico Ifema di Madrid diventa un ospedale da campo con 5.000 posti a disposizione. Un primato in Europa. Il progetto presenta sicuramente alcune falle, tra cui il materiale sanitario scarseggiante, ma l’OMS lo ha definito ‘straordinario’ e si è complimentato con l’area madrileña.

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Covid-19: la risposta made in UK

Il Regno Unito sta toccando con mano l’incremento di casi legati al Covid-19. Di fronte alla crescita vorticosa di contagi c’è un’unica soluzione: uniformarsi ai propri vicini e costruire strutture adatte a fronteggiare l’ondata.

La prima area riconvertita è l’ExCeL London Centre, un centro conferenze nell’area di Newham trasformato in ospedale da campo. 9 giorni per costruirlo. 500 posti per pazienti gravi. Non finisce qui: la struttura ha una capacità tale da poter contenere fino a 4.000 pazienti in caso di emergenza.

Nemmeno il Galles si tira indietro. La WRU (Welsh Rugby Union) cede l’impianto del Principality Stadium di Cardiff  al National Health System. Il nuovo ospedale da campo, ideato con l’aiuto della Vale University Health Board, avrà una capienza di 2.000 posti letto.

Covid-19: Stati Uniti d’America e la corsa contro il tempo

La situazione degli USA è sotto l’occhio attento degli specialisti di tutto il mondo, il sistema sanitario privato preoccupa e preoccupa il numero sempre più alto di contagiati e deceduti.

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Ma come si sta muovendo il governo Trump per far fronte all’emergenza? Dopo la notizia di senzatetto radunati in parcheggi pubblici per monitorare la situazione del loro stato di salute, arriva una notizia di un aiuto concreto alle strutture ospedaliere.

Due navi della marina americana sono al momento impiegate per alleggerire il lavoro degli ospedali, i pazienti curati per ora sono stati 15, un numero esiguo ma un’idea potenzialmente valida per cercare di dare sostegno alle strutture sanitarie, soprattutto perché a bordo delle navi non vengono tratti pazienti affetti da Covid-19, ma persone che hanno bisogno di altri tipi di cure, comunque urgenti. Intanto gli ingegneri dell’esercito sono al lavoro per creare nuove strutture in cui ospitare un gran numero di persone. A New York invece è già pronto un ospedale da campo, dotato di terapia intensiva, in grado di ospitare 68 pazienti. Trump rassicura e parla dei piani Ford GE healthcare: 50mila respiratori in 100 giorni, e aziende americane pronte ad accelerare la produzione.

Covid-19: Russia e la dissonanza tra numeri e azioni

Dalla Russia nessuna notizia allarmante: Putin in visita ad un ospedale con tuta protettiva, vietate le manifestazioni all’aperto e didattica che si svolge online sono solo alcuni dei provvedimenti presi.

 

Ma la situazione, all’apparenza sotto controllo, ci dice tutt’altro. Milionari che fanno costruire postazioni di terapia intensiva all’interno delle proprie ville, per esempio. Apparecchi da migliaia di dollari che sono ormai introvabili. Il sistema sanitario russo invece, si trova faccia a faccia con un problema: tanti respiratori negli ospedali si, ma solo a Mosca. Nel resto del paese il numero sarebbe esiguo… sarà anche per questo che è in costruzione un mega ospedale, sul modello di Wuhan, che dovrebbe essere pronto a breve per poter aiutare nella lotta all’epidemia.

Articolo di Curci Serena e Martina Abate

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