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Coronavirus, porti chiusi alle navi Ong battenti bandiera straniera4 min read

Last updated on 11 Aprile, 2020

Per tutta la durata dell’emergenza coronavirus, il governo italiano definisce i propri porti come «non sicuri», bloccando di fatto gli sbarchi di migranti da parte delle navi Ong battenti bandiera straniera. La decisione apre quindi un altro fronte nella lotta alla diffusione della pandemia. Chiamata in causa direttamente l’Unione Europea: saranno gli altri Stati membri ad accogliere i naufraghi salvati nel Mediterraneo?

Porti chiusi in Italia a causa dell’emergenza coronavirus. Con un decreto interministeriale, firmato ieri sera dai ministri Di Maio, Lamorgese, Speranza e De Micheli, il governo dichiara che non potrà offrire un porto sicuro ai migranti salvati nel Mediterraneo. I ministri sembrano aver scritto il decreto in tutta fretta per evitare lo sbarco della nave Alan Kurdi, appartenente alla Ong tedesca Sea Eye, che dopo aver salvato 145 migranti a largo della Libia adesso naviga a largo di Lampedusa. Già ieri, infatti, la Ong aveva diramato una nota che spiegava che Italia e Malta non avrebbero accolto gli immigrati a causa dell’emergenza pandemica in corso.

Il decreto, molto simile nei contenuti alle disposizioni prese in materia di immigrazione dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, premette anzitutto «che le attività essenziali e di soccorso da attuarsi nel “porto sicuro” possano essere assicurate dal paese di cui le unità navali battono bandiera laddove abbiano condotto operazione al di fuori dell’area SAR italiana». Tradotto: in nessun porto italiano sarà permesso lo sbarco delle navi battenti bandiera straniera. Nel caso della Alan Kurdi, quindi, la nave dovrà sbarcare in un porto tedesco.

Si tiene conto, quindi, dell’emergenza sanitaria in corso in Italia, sostenendo che «non risulta allo stato possibile assicurare sul territorio italiano la disponibilità di tali luoghi sicuri, senza compromettere la funzionalità delle strutture nazionali sanitarie, logistiche e di sicurezza dedicate al contenimento della diffusione del contagio e di assistenza e cura ai pazienti Covid-19».

Dunque, si decreta che «per l’intero periodo della durata dell’emergenza sanitaria nazionale derivante dalla diffusione del virus COVID-19, i porti italiani non assicurano i necessari requisiti per la classificazione e la definizione di Place of Safety (“luogo sicuro”)» per quanto riguarda «i casi di soccorso effettuati da parte di unità navali battenti bandiera straniera al di fuori dell’area SAR italiana».

La necessità di una norma volta a bloccare ulteriori sbarchi deve essere inquadrata anche in un’ottica strategica. Se da un lato è vero che il numero di immigrati provenienti dalle coste del Nordafrica si è drasticamente ridotto nel corso degli ultimi anni, l’arrivo della bella stagione dall’altro lato spingerà migliaia di persone a intraprendere i famosi “viaggi della speranza” verso l’Italia. Noi de Il Foro avevamo già trattato questo temachiedendoci come potessero coesistere disposizioni restrittive intraprese a livello europeo, come la sospensione del trattato di Schengen, con lo sbarco in Italia di navi Ong cariche di profughi.

La Libia conta, infatti, già 20 casi accertati di coronavirus. E si tratta soltanto di numeri ufficiali. Qualora, poi, la pandemia si diffondesse in tutto il continente africano con gli stessi numeri dei paesi europei la situazione potrebbe rivelarsi catastrofica. Anzitutto per i paesi africani, i quali dovrebbero fare i conti con strutture fortemente inadeguate ad affrontare un’emergenza sanitaria di queste gravità e dimensioni. In secondo luogo, poi, anche l’Italia non potrebbe reggere l’apertura di un ulteriore fronte, peraltro strettamente collegato al Covid-19.

Numero casi di coronavirus in Libia. Fonte: https://www.google.com/covid19-map/

Così, però, si rischia di innescare l’ennesimo scontro tra Italia e Unione Europea. Se Giuseppe Conte decide di vietare lo sbarco delle Ong nei porti italiani a causa del contagio da coronavirus, cosa mai convincerà gli altri Paesi ad accogliere le navi che trasportano i migranti? La Spagna, ad esempio, ha raggiunto quasi 15mila decessi da Covid-19, mentre la Germania più di 1500. Sarà Angela Merkel propensa ad aprire il porto di Amburgo alla nave Alan Kurdi? E se tutti gli Stati membri dell’Ue chiuderanno i loro porti, i migranti a bordo delle navi Ong resteranno per settimane tra le onde del Mediterraneo?

Un’ultima riflessione va fatta ai cosiddetti “sbarchi fantasma”: i migranti che dalla Libia e dalla Tunisia approdano sulle cose italiane con dei barchini o piccoli gommoni. Il governo bloccherà tutti gli sbarchi o solo quelli delle Ong? Se esistono dei focolai galleggianti, infatti, la politica dei porti chiusi di salviniana memoria dovrebbe essere applicata a tutte le imbarcazioni dirette verso l’Italia.

 

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