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IA vs Coronavirus, analisi dei polmoni danneggiati con il VR1 min read

Mai come in questo momento, in cui l’intero pianeta sta combattendo uno dei virus più contagiosi del secolo, l’IA (Intelligenza artificiale) può essere d’aiuto. Il Washington University Hospital ha rilasciato una panoramica della “realtà virtuale” dei polmoni con infezione da COVID-19, nella speranza che la visuale sorprenderà gli spettatori.

 

Quando parliamo di IA, entriamo nel mondo della realtà aumentata: vengono ricreate immagini 3d, in questo caso dei polmoni di paziente effetti da patologie gravi, che permettano di far visualizzare l’infezione velocemente al singolo soggetto.  In questo momento, il Vr fornisce una nuova opportunità, ovvero, quella di rivelare il modo insolito in cui COVID-19 opera. Capire come la malattia si evolva in tempo reale, senza l’utilizzo di macchine sanitarie quali la TAC.  I polmoni, attraverso il VR, sono raffigurati come blu traslucido, mentre le aree infette in giallo.

Oltre all’impatto crudo della diffusione del virus nei polmoni, la visualizzazione con la realtà aumentata mostra come il corpo reagisce al nuovo Coronavirus creando più zone di infiammazione che, occludono la normale capacità polmonare. Questo è sufficiente a richiedere, da parte dei pazienti,  il ricovero in ospedale con un tubo respiratorio o un ventilatore. La prima fase di studio di questa nuova sperimentazione, ha portato ad una conclusione nei pazienti sopravvissuti a COVID-19: essi potrebbero finire con un danno polmonare grave e duraturo se l’infiammazione non si attenua. Si andrebbero a formare ‘’cicatrici polmonari’’, ovvero zone polmonari più critiche che faciliterebbero successive patologie legate a virus di tipo respiratorio.

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