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Il mondo ai tempi del Covid-19: Alt! Nessuno si muova da casa16 min read

Last updated on 11 Aprile, 2020

Era il lontano 22 febbraio, quando il Coronavirus ha iniziato a colpire anche in Europa. L’Italia improvvisamente si è trovata il virus in casa, precisamente a Codogno e mentre si andava alla ricerca del fantomatico paziente 0 i contagi incominciarono a crescere. Tutti i paesi confinanti al nostro hanno iniziato a prendere misure restrittive per evitare la diffusione del contagio, ma ormai era troppo tardi… e il paziente 0 divenne solo un ricordo. È passato, esattamente, un mese da allora e i contagi in tutta Europa sono arrivati ad oltre 100.000. Un dato preoccupante se paragonato a quello cinese, che in due mesi ha registrato 80.000 contagiati. L’Italia rimane il paese più colpito in Occidente, ma rimane anche il primo paese che ha iniziato a prendere provvedimenti seri, interni alla nazione. Dovevamo essere una lezione per gli altri Stati, ma così non è stato. Arrivati tardi a limitare il virus sono stati tra tutti Francia Spagna e Inghilterra che hanno rispettivamente incominciato ad effettuare il lockdown nazionale solo una settimana fa. Nel caso della Francia, hanno fatto scalpore, prima i tifosi fuori dallo stadio ad attendere il Psg, dopo la partita di Champions contro il Borussia Dortmund, a cui non potevano assistere, proprio per l’emergenza Covid-19, poi la possibilità di far mandare al voto, per le municipali 38 milioni di cittadini francesi. Nel caso dell’Inghilterra invece, il blocco totale non è ancora esteso ovunque e visti i primi tentennamenti del primo ministro Boris Jonshon, il quale, inizialmente, puntava sull’immunità di gregge, l’incertezza incomincia a regnare sovrana.  L’idea iniziale era che il 60% della popolazione doveva essere infetta e poi… ”che dio ci assisti”.

In Italia ”sappiamo bene” in cosa consiste la quarantena e i singoli divieti, anche se le ordinanze e il cambio di autocertificazione del Ministero degli Interni continuano ad essere repentini, mentre negli altri stati, i singoli governi, cosa hanno imposto, per il bene della salute pubblica, ai propri concittadini di rispettare?

Mondo

LE METROPOLI DESERTE NEL MONDO 

Francia 

 

Il presidente del Consiglio scientifico incaricato di gestire l’emergenza Covid-19, Jean-Francois Delfraissy, ha rassicurato sul fatto che andare a votare per le persone anziane “non è più rischioso di andare a fare shopping”. Meno rassicuranti, invece, le dichiarazioni del ministro per l’Istruzione di Parigi, Jean-Michel Blanquer, il quale ha previsto che il 50% della popolazione sarà contagiato, mentre la sua collega alla Transizione ecologica ha annunciato una riduzione graduale dei trasporti di lunga percorrenza. Le località di montagna, intanto, in un’iniziativa in linea con le direttive del governo francese hanno annunciato la chiusura degli impianti sciistici e da domani anche i tribunali saranno chiusi e i processi sospesi, tranne i contenziosi più importanti. Blanquer ha risposto a domande sul rafforzamento delle misure di confinamento annunciate dal primo ministro Edouard Philippe: “Come sapete dall’inizio – ha detto – la strategia non è quella di impedire che il virus circoli, sappiamo che passerà probabilmente da oltre una metà di noi, ma è di fare in modo che passi nel modo più dilatato nel tempo”.

I fan dei Puffi, tuttavia, non sono sembrati tanto preoccupati, anzi. L’ 8 marzo, si è tenuto a Landerneau, in Bretagna, un raduno che contro ogni buon senso ha coinvolto oltre 3.500 persone appassionate del celeberrimo fumetto e cartone animato. L’obiettivo era quello di battere il record mondiale di persone vestite da Puffi.

 

È stato segnalato anche il caso di Centinaia di gilet gialli si sono riuniti a Parigi per il “settantesimo atto” delle loro proteste. Secondo fonti della polizia, circa 400 persone hanno partecipato alla mobilitazione, nonostante l’emergenza coronavirus e il divieto di raduni di oltre 100 persone adottato dal governo contro la diffusione dell’epidemia.

Spagna 

 

In Spagna oltre 28mila contagi – “Il peggio deve ancora arrivare” dice Pedro Sanchez. Il premier lo ha ribadito per ben due volte in poco più di 12 ore al Paese, tra i più colpiti nella pandemia da coronavirus, in Europa secondo solo all’Italia, e che si appresta a prorogare di altri 15 giorni lo stato di allarme e la conseguente serrata, fino al l’11 aprile. Il provvedimento dovrà essere approvato dal Congresso, ma Sanchez si è detto fiducioso della cooperazione di tutte le forze politiche. La decisione del premier risponde ad una situazione drammatica che non lascia troppa scelta: all’ottavo giorno di lockdown in Spagna si contano quasi 400 nuovi morti, un aumento del 30% in 24 ore. Nella serata di ieri il bilancio è di 1.756 vittime in totale e 28.603 contagiati. Le curve fanno paura, più di quelle italiane. E fra i dati raccolti nelle ultime ore spicca quello relativo a medici e personale sanitario infettati dal virus: sono circa 3.500, il 12% dei positivi totali.

Germania 

 

La cancelliera Angela Merkel annuncia di essersi messa in quarantena dopo aver incontrato una persona positiva al Covid-19, la Germania introduce il divieto di “contatti” per contrastare il diffondersi dell’epidemia di coronavirus nel Paese.

La Merkel, in conferenza stampa a Berlino, ha annunciato che i contatti all’esterno sono possibili d’ora in poi solo con al massimo una persona che non appartiene al proprio nucleo familiare e alla propria abitazione, o con le persone che vivono nella stessa casa. La cancelliera ha aggiunto che, nei luoghi pubblici, “vanno mantenuti almeno 1,5 metri, meglio ancora due metri di distanza”. “Sono regole non consigli – ha sottolineato – la polizia e gli addetti all’ordine pubblico sorveglieranno il rispetto delle regole, e le violazioni verranno sanzionate”. Dunque sono vietati i raggruppamenti di oltre 2 persone fatta eccezione per i nuclei familiari. Il quotidiano Bild scrive che al momento i contagiati in Germania sono 18.610 e che le vittime compessive sono 55, stando ai dati del Robert Koch Institute di Berlino

Si è anche tenuta una teleconferenza tra la cancelliera Merkel, alcuni suoi ministri e i presidenti dei singoli Laender, le Regioni tedesche. Durante l’incontro si è discusso di come armonizzare a livello nazionale la condotta dei tedeschi relativamente all’emergenza, dato che finora le limitazioni sono state regolate solo a livello regionale (LE TAPPE DELL’EPIDEMIA – LE FOTO SIMBOLO). Tra le prime cose trapelate è emerso che lo Stato federale e i Laender tedeschi vogliono chiudere immediatamente ristoranti e trattorie, laddove questo non è ancora avvenuto in Germania. Saranno chiusi inoltre anche parrucchieri, centri di cosmetica, negozi per tatuaggi e centri per massaggi, che erano ancora aperti. La misura è stata confermata in conferenza stampa dal presidente del Nordreno-Verstfalia Armin Laschet.

Secondo quanto scrive Bild, basandosi sui dati del Robert Koch Institute, in Germania l’aumento delle infezioni e dei decessi da coronavirus è in fase di rallentamento. Nell’utimo giorno è stato registrato un incremento di 1.948 nuovi contagiati, contro i 2.705 del giorno prima: per il quarto giorno consecutivo la cifra è in diminuzione. L’ente considera solo le cifre trasmesse elettronicamente dagli Stati federali e aggiorna la sua lista una volta al giorno. Leggermente più alti sono i numeri riferiti invece dalla Johns Hopkins University di Baltimora, negli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti 

Gli Stati Uniti, in accordo con Canada e Messico, hanno deciso di chiudere i confini terrestri “a tutti i viaggi non essenziali”, ha reso noto il segretario di stato americano Mike Pompeo, in un briefing alla Casa Bianca, dopo che il presidente americano Trump aveva annunciato che, per contrastare l’epidemia di Coronavirus, “i confini meridionali e settentrionali degli Stati Uniti saranno considerati allo stesso modo. Con oltre 25mila casi positivi di coronavirus (25.493) gli Stati Uniti superano la Spagna e diventano il terzo Paese per numero di contagiati dopo Cina e Italia. Nel giro di 24 ore sono stati registrati circa 8mila nuovi casi. Il numero di morti è di 307. A New York, la città più colpita degli Usa, da ieri sera, alle 20 locali (l’una di notte in Italia), entra in vigore il lockdown, il provvedimento con cui il governatore Andrew Cuomo ordina di non uscire di casa e di fermare tutte le attività non essenziali per affrontare l’emergenza. Il segretario al Tesoro Usa Steve Mnuchin intanto ha spiegato che il pacchetto di aiuti contro la crisi da coronavirus prevede anche fino a 4.000 miliardi di liquidità per le imprese. Nel frattempo il vicepresidente Mike Pence e sua moglie Karen sono risultati negativi al test. Lo ha reso noto una portavoce del vicepresidente, che guida anche la task force Usa contro il Covid-19

Il Regno Unito 

 

Nel Paese oltre 70mila persone sono state sottoposte al test negli ultimi giorni. Intanto, come riportato da Sky News, per far fronte all’emergenza, circa 20 mila persone, tra staff medico e sanitario qualificato, confluiranno nella sanità pubblica britannica, grazie ad un accordo raggiunto con il settore della sanità privata. Inoltre, il ministro britannico della sanità, Matt Hancock, ha riferito che sono circa 4500 i lavoratori in pensione del settore sanitario che hanno dato la loro disponibilità a rientrare a lavoro per l’emergenza. Il governo, nel mentre, ha lanciato l’hashtag #StayHomeSaveLives (#StaiaCasaSalvaVite) e il primo ministro Boris Johnson si è fatto capofila nel diffondere il messaggio twittando un’immagine di dipendenti del servizio sanitario pubblico, l’Nhs, con cartelli che recitano: “Noi rimaniamo qui per te, per favore rimani a casa”. Chiesta la chiusura di Pub, parchi, librerie, divieto per concerti, sospesi tutti i campionati di calcio inglese e chiuse anche le scuole. Dopo che la situazione si è fatta critica nel paese britannico, il primo ministro ha deciso una stretta ”tempestiva” per evitare un tracollo.

L’India si ferma 

Mondo

Da New Delhi a Mumbai, l’India si ferma per provare a contenere la diffusione del coronavirus. Quello indiano è un “coprifuoco del popolo“, che prevede la chiusura del Paese per 14 ore, come voluto dal premier Narendra Modi.  Agli indiani è stato chiesto di rispettare il coprifuoco dalle 7 alle 21 di ieri, 22 marzo. La maggior parte dei collegamenti ferroviari, inoltre, è sospesa fino al 31 marzo e diversi Stati hanno imposto la chiusura a tutti i servizi non essenziali. Quella indiana è la più grande prova di coprifuoco mai attuata al mondo.  Secondo alcuni, si è trattato di una prova generale per testare la capacità del Paese di affrontare un lockdown nazionale più esteso.  Secondo quanto dichiarato alla Bbc dall’epidemiologo Ramanan Laxminarayan, direttore del Centro di studio delle dinamiche economiche e politiche delle malattie di Delhi, il virus potrebbe portare in India alla morte di 300 milioni di persone. 

In Olanda lunghe file per comprare cannabis

 

Scorte di cannabis prima della chiusura di questi esercizi fino al 6 aprile prossimo decretata dal governo. Nel quadro delle misure annunciate per arginare il contagio da coronavirus, il governo dell’Aja – secondo quanto si legge in una nota ufficiale – ha deciso che almeno fino al primo lunedì di aprile non riapriranno le scuole di ogni ordine e grado e gli asili nido. Stessa sorte per bar e ristoranti, palestre, saune e sexy shop. Il gabinetto del premier Mark Rutte sta ora lavorando a una serie di misure per aiutare gli imprenditori in difficoltà che vanno dalla riduzione degli orari di lavoro a prestiti agevolati.

L’Austria chiude tutto

Mondo

Le autorità austriache applicano il modello italiano. Saranno chiusi non solo i negozi, ma anche ristoranti, che secondo una prima bozza potevano invece restare aperti fino alle 15. Lo stop riguarda anche parchi giochi e campi sportivi. Come in Italia, saranno consentiti solo spostamenti inderogabili. E’ previsto inoltre lo stop dei voli di linea verso Russia, Ucraina e Gran Bretagna. Le misure, che entreranno in vigore a mezzanotte, sono state annunciate dal cancelliere Sebastian Kurz durante una seduta straordinaria del parlamento che deve approvare i provvedimenti.

Per fronteggiare l’emergenza sanitaria saranno richiamati un certo numero di cittadini che in passato hanno svolto il servizio di leva militare oppure il servizio civile negli ultimi cinque anni. Sarà inoltre prolungata la durata della leva e del servizio civile per chi la sta facendo in questo periodo.

C’è poi l’ordinanza emanata dalle autorità del Tirolo che allontana i non residenti: devono “immediatamente” andarsene gli austriaci che non hanno la loro residenza oppure il loro domicilio nel territorio, ad eccezione di coloro che vi si trovano per lavoro. Anche l’ingresso sarà consentito solo a queste categorie di persone.

Repubblica Ceca in quarantena

Mondo

Il premier Andrej Babis ha comunicato che fino al 24 marzo rimarranno chiuse tutte le attività commerciali, ad eccezione delle farmacie, degli esercizi che vendono generi alimentari, dei benzinai e di alcune altre categorie considerate essenziali.

Argentina; 45 casi, limiti ad arrivo stranieri

Il ministero della Sanità argentino ha comunicato di aver rilevato altri undici casi confermati di coronavirus, facendo salire il totale generale dei pazienti in Argentina a 45. Questa situazione ha spinto il governo a disporre il divieto di ingresso nel Paese per 30 giorni per gli stranieri che nei 14 giorni precedenti siano stati in “zone colpite” dal virus. Si deve ricordare, indica l’agenzia di stampa statale Telam, che due dei 45 casi di persone colpite dal Covid-19 sono decedute a Buenos Aires e nella provincia del Chaco. Circa la risoluzione sull’ingresso degli stranieri pubblicata ieri sera sulla Gazzetta Ufficiale, il governo stabilisce che il periodo di 30 giorni del divieto potrà ridursi o ampliarsi in base all’evoluzione della situazione epidemiologica. Degli undici nuovi casi, dieci sono persone con antecedenti di viaggi all’estero, ed uno di contagio locale.

Bolivia vieta arrivi da 4 Paesi fra cui Italia

La presidente della Bolivia Jeanine Anez ha dato disposizioni di vietare l’ingresso nel Paese ai cittadini provenienti da Cina, Corea del sud, Italia e Spagna, nel quadro delle misure per evitare una propagazione del coronavirus. Lo scrive l’agenzia di stampa statale Abi. Via Twitter Anez ha detto di aver “ordinato che si proibisca l’ingresso dei passeggeri da Cina, Corea del sud, Italia e Spagna. Questa decisione fa parte dei provvedimenti forti per lottare contro il virus e proteggere la salute della gente”. La nuova disposizione integra le misure già approvate dal governo riguardanti la sospensione delle lezioni nelle scuole, quella dei voli da e per l’Europa e il divieto delle manifestazioni di massa con più di mille persone. Al momento in Bolivia vi sono dieci casi confermati di Covid-19, di cui tre sono importati dall’estero e sette frutto di contagio locale con quelli.

ITALIA 

 

Non ci sono soltanto i nuovi divieti annunciati dal premier Giuseppe Conte sabato sera, che scatteranno da oggi, per contrastare i contagi e l’emergenza Covid (qui l’elenco di tutte le chiusure e i nuovi divieti che scatteranno, ambito per ambito). Ci sono anche le strette, ulteriori e più severe, decise dai governatori, che insieme a molti sindaci avevano chiesto all’esecutivo un intervento più radicale. Da Nord, con il presidente della Provincia dell’Alto-Adige, a Sud, con il governatore della Sicilia Nello Musumeci, sono state firmate ordinanze che frenano il settore commerciale, compreso quello alimentare, fino ad arrivare al blocco dei trasporti. Vediamo la mappa, regione per regione.

Alto Adige

In Alto Adige l’ordinanza della Provincia autonoma va oltre quella di Palazzo Chigi, disponendo il divieto di sedersi sulle panchine, consentendo l’uso delle piste ciclabili solo per coloro che devono recarsi a lavoro. Rilevante la stretta sul commercio: anche supermercati e attività alimentari, che non hanno subito limitazioni nei decreti del governo, qui dovranno rimanere chiusi la domenica, mentre nei giorni feriali la saracinesca dovrà abbassarsi alle 19. C’è la possibilità di fare attività all’aria aperta, ma rimanendo rigorosamente sotto casa e mantenendo la distanza obbligatoria di 3 metri da altre persone.

Lombardia

Il governatore Attilio Fontana, davanti al continuo via vai di runner attorno ai parchi cittadini e non solo, ha firmato un’ordinanza che dispone il divieto di fare attività all’aperto, se non sotto casa e rigorosamente in solitudine. Chiusi anche tutti i cantieri edili e gli studi professionali. (Qui il testo completo dell’ordinanza della Regione, con tutte le nuove disposizioni nel dettaglio).

Piemonte

La medesima linea di Fontana è stata adottata anche in Piemonte dal governatore Alberto Cirio: «Nessuna provocazione — ha spiegato —, il nostro è un estremo tentativo di tutelare la salute dei nostri cittadini». Vietati, così come in Lombardia, i mercati all’aperto laddove i sindaci non siano in grado di garantire il rispetto delle distante di sicurezza. Chiusi anche qui gli uffici pubblici con servizi non essenziali.Come in Lombardia: niente assembramento di più di due persone nei luoghi pubblici, spostamenti verso le seconde case, la sosta davanti ai distributori h24 di alimenti e bevande, slot machine. Bloccata l’attività dei cantieri. (Qui tutti i dettagli dell’ordinanza firmata dalla Regione Piemonte).

Veneto

In Veneto, due giorni prima di Palazzo Chigi, davanti al dilagare dei contagi il governatore Luca Zaia aveva varato già altri divieti con una ordinanza che impone anche qui la chiusura di supermercati e negozi di alimentari la domenica e nei giorni festivi, fino al 3 aprile. «Vale anche dopo il decreto di Conte», ha spiegato Zaia. Per chi esce da casa, anche con il cane, è stato fissato un limite ben preciso: 200 metri. (Qui il dettaglio con tutti i divieti disposti in Veneto, oltre a quelli del governo).

Emilia-Romagna

Anche in Emilia-Romagna il governatore Stefano Bonaccini ha firmato una ordinanza ulteriormente restrittiva (qui l’intervista al Corriere: «Ecco perché ho firmato divieti più rigidi prima del governo). Già da oggi i supermercati e le rivendite di generi alimentari rimarranno chiusi la domenica, mentre sono stati annullati anche mercati e mercatini. «Ho scelto di bloccare le attività produttive nella provincia di Rimini, che è tra le più colpite dalla pandemia. Non escludo di farlo anche per altre province. I numeri lasciano senza fiato», spiega il governatore Bonaccini.

Campania

In Campania, davanti alla sistematica violazione dello «state a casa», il governatore Vincenzo De Luca è arrivato a evocare «il lanciafiamme» per chi intendesse organizzare «feste di laurea o di altro genere». Il presidente della Regione ha disposto il divieto totale di fare jogging: contro questa ordinanza è stato presentato anche un ricorso al Tar, che però ha dato ragione a De Luca. Ad Angri, nel salernitano, uno dei focolai del contagio, il sindaco ha firmato un’ordinanza con cui si consente ai cittadini di fare la spesa una volta a settimana, entrando nel supermercato in ordine alfabetico.

Calabria

In Calabria la governatrice Jole Santelli ha firmato un’ordinanza che di fatto «blinda» la Regione. «Con decorrenza immediata e fino al 3 aprile 2020 viene disposto il divieto di ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dal territorio regionale — si legge nell’ordinanza —. Si potrà entrare o uscire dalla Calabria solo per spostamenti derivanti da comprovate esigenze lavorative legate all’offerta di servizi essenziali oppure per gravi motivi di salute. Ai trasgressori, alla luce della potenziale esposizione al contagio, si applica la misura immediata della quarantena obbligatoria per 14 giorni».

Sicilia

Anche la Sicilia ha scelto la via dell’ isolamento: controlli a Messina su chi sbarca dai traghetti e un netta riduzione dei voli da e per Catania per limitare i viaggi alle sole situazioni di urgenza e improrogabile necessità. Il governatore Nello Musumeci ha ordinato che gli acquisti, anche di generi alimentari, possano essere fatti una sola volta al giorno. E che supermercati e negozi di generi alimentari debbano stare chiusi la domenica. Viene istituito anche il divieto di fare attività fisica all’aperto, Infine, misura rilevante, è stato decretato lo stop ai trasporti da e verso la Sicilia, con l’obiettivo di contrastare l’«importazione» dei contagi.

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