Press "Enter" to skip to content

Banchi vuoti e interrogazioni online: le scuole nel mondo ai tempi del Covid-193 min read

Last updated on 11 Aprile, 2020

L’emergenza Covid-19 non risparmia tutto il mondo dell’istruzione. Secondo l’Unesco, attualmente oltre mezzo miliardo di bambini è costretto a restare a casa. In particolare sono 517 milioni i bambini coinvolti nei divieti a causa del Coronavirus, mentre sono 56 i Paesi in cui sono state chiuse le scuole, Cina compresa. La maggior parte di questi studenti sono quelli delle primarie e delle secondarie (434.941.534), mentre gli studenti universitari sono 81.674.064.

Mappa scuole aperte e chiuse nel mondo

Scuole e università: chiusura ma non del tutto

Per quanto riguarda questo ultimo dato, bisogna considerare altri fatti contigenti, come le chiusure primaverili in Paesi come il Giappone, mentre in altri, come la Romania, il governo ha deciso di lasciar liberi gli atenei di scegliere se rimanere aperti o chiusi. Gli Stati Uniti sono un’ecosistema ancora più complesso: per ora sono state chiuse le scuole in 20 Stati, tra cui California, Connecticut, Florida, Georgia, Illinois, indiana, Kentucky, Massachusetts, Missouri, Nebraska, New York, New Jersey, Ohio, Pennsylvania, Rhode Island, South Dakota, Tennessee, Texas, Virginia e Washington.

Le scuole europee, chiusura totale

L’Europa non è omogenea al suo interno, ma intanto ventisette Paesi e 65 milioni di studenti sono senza lezioni. La Francia con i suoi 13 milioni ha seguito l’esempio italiano, mentre la Spagna si è convinta solo quando i contagi sono esplosi, soprattutto a Madrid. Austria, Belgio e Ungheria hanno preso la decisione più forte soltanto lunedì scorso. L’Inghilterra ha comunicato la ferma di plessi solo in quattro città. La Germania in dodici lander, metropoli di Berlino compresa. Danimarca e Norvegia si sono fermate, Svezia e Finlandia no.

Unesco al fianco degli studenti nel mondo: i provvedimenti

Presidente Unesco

Magari molti ragazzi avranno tirato un sospiro di sollievo, non pensando più a esami o consegne, ma i numeri invitano a pensare e, soprattutto, ad analizzare il problema da un punto di vista politico e umanitario. In alcune parti del mondo, andare a scuola rappresenta l’unica possibilità educativa concessa dalla società, in quanto le loro famiglie o l’ambiente circostante non è in grado di fornire loro altri stimoli, oppure addirittura significa un pasto caldo, fornito dalla stessa scuola. La questione diventa gigantesca nel momento in cui si considerano le possibilità economiche dei nuclei famigliari in varie aree: non tutte le famiglie possono permettersi un computer o la rete a casa, quindi la chiusura delle scuole rende impossibile una didattica alternativa e in ambienti svantaggiati diventa difficile far tornare i bambini in aula, dopo un periodo di tempo così prolungato.

Perciò la direttrice dell’Unesco, Audrey Azoulay, si è messa al tavolino con i vari stati per capire come gestire la continuità nell’apprendimento e trovare soluzioni scolastiche high-tech, low-tech e non-tech. Presto una “global coalition” con Microsoft e altri partner per spingere sulle lezioni a distanza: “È a serio rischio il diritto all’educazione”, dice Stefania Giannini, già ministra dell’Istruzione con il Governo Renzi e oggi vicedirettrice del settore “Education” per l’Unesco.

La situazione italiana, scuole chiuse fino a quando?

 

Intanto in Italia i contagiati sono oltre i 40mila e le vittime nel nostro Paese hanno superato quelle cinesi: siamo il paese con più morti al mondo. Nelle ultime interviste, la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha tenuto a sottolineare lo stanziamento di 85 milioni di euro, inserito nel decreto cosiddetto “Cura Italia” abbozzato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 16 marzo, finalizzati alla diffusione di dispositivi informatici e digitali in tutte le fasce di popolazione, in particolare quelle più svantaggiate. La Ministra ha ricordato inoltre come, per far fronte alle difficoltà di connessione sia stata attivata una campagna, “Solidarietà digitale”, grazie alla quale sono stati messi a disposizione giga illimitati per la navigazione in internet. L’obiettivo finale, ha chiarito la Ministra al suo omologo austriaco, è quello di non lasciare indietro nessuno e di trasformare questa emergenza in una opportunità per il futuro. Per quanto riguarda la riapertura degli istituti: “Penso si andrà nella direzione che ha detto il presidente Conte di prorogare la data del 3 aprile ma in questi giorni invito tutti alla massima responsabilità”.

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!