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Coronavirus: l’invitato speciale che l’Italia non avrebbe mai desiderato8 min read

Last updated on 11 Maggio, 2020

L’abbiamo visto agire a Wuhan e nel resto del mondo. L’abbiamo temuto. Abbiamo sperato che non bussasse mai alle porte del nostro Paese. Nel mese di febbraio è riuscito a fare il suo ingresso anche da noi: il Coronavirus si sta diffondendo.

Questa notizia ci ha destabilizzati. Basta aggirarsi all’interno di un semplice supermercato di provincia. L’Amuchina si è trasformata in un prodotto introvabile, un macabro golden ticket di Willy Wonka, e le persone si aggirano per i corridoi armati di mascherina, la coperta di Linus dei tempi moderni. Gli starnuti ci fanno sobbalzare. Si respira un’aria surreale, a tratti sembra di trovarsi in un episodio di The Walking Dead.

Ormai siamo in preda alla psicosi. In questi casi bisogna restare calmi e razionali. Più facile a dirsi che a farsi. Ma la paura genera paura e non è risolutiva. La situazione in merito al Coronavirus è in continua evoluzione e questo articolo vuole fare da lente di ingrandimento: cosa è accaduto in così pochi mesi? Noi cittadini come dobbiamo rispondere? Lo Stato ci tutela? Ricostruiamo insieme questo quadro delicato.

Facciamo chiarezza: che cosa s’intende per Coronavirus?

I Coronavirus sono stati identificati a metà degli anni ’60, colpiscono il sistema respiratorio e gastrointestinale. Possono causare il comune raffreddore o malattie più gravi come la MERS (Sindrome respiratoria mediorientale) e la SARS (Sindrome respiratoria acuta grave). Si parla di ‘nuovo Coronavirus’ in quanto mai stato identificato nell’uomo prima del focolaio nell’area di Hubei. Da sottolineare: il nuovo Coronavirus appartiene alla stesso ceppo di virus della SARS ma non è lo stesso virus.

Wuhan: dove tutto è cominciato

Il primo caso risale al 31 dicembre 2019 a Wuhan. L’inizio del 2020 è segnato da un crescendo di contagi nel territorio: cittadini, viaggiatori e personale medico ne sono colpiti. L’intera città è in quarantena dal 23 gennaio 2020. La Johns Hopkins University segnala nella provincia di Hubei 2346 morti e 15324 pazienti in fase di recupero.

Il virus avanza senza sosta. Troviamo 146 casi in Giappone, 74 a Hong Kong e 602 in Corea del Sud. Da citare il caso della Diamond Princess: la nave da crociera è rimasta ormeggiata nel porto di Hokoyama con centinaia di infetti e in breve tempo si è trasformata in un lazzaretto galleggiante. A bordo anche 19 italiani attualmente in quarantena nei pressi del Centro sportivo olimpionico dell’Esercito alla Cecchignola.

Il Coronavirus ha velocemente raggiunto buona parte del mondo. Il 14 febbraio 2020 viene registrato il primo caso in Egitto: si tratta di un cittadino cinese attualmente in quarantena.

La Germania è la prima a dover affrontare un piccolo focolaio nell’area bavarese: 16 casi. Il 15 febbraio 2020 si segnala il primo decesso nel territorio occidentale: si tratta di un ottantenne di ritorno dalla provincia dell’Hubei. Si trovava in Francia dal 16 gennaio.

Le aree con il tasso più alto di diffusione del Covid-2019

Cosa sta accadendo in Italia?

Il 30 Gennaio 2020 l’Istituto Spallanzani di Roma conferma due casi: una coppia di turisti cinesi. I due coniugi sono ricoverati in isolamento dal 29 gennaio. Il 6 febbraio 2020 ne arriva un terzo: si tratta di uno dei 56 connazionali rientrati da Wuhan e attualmente in quarantena alla Cecchignola.

Boom di casi tra il 21 e il 23 di febbraio. Il 21 febbraio il Veneto segnala due persone positive al test di Covid-19, uno dei quali, un settantottenne, muore poche ore dopo all’Ospedale di Schiavonia. La Lombardia non resta esclusa: il 21 febbraio sono sei i casi positivi al Covid-19. Il paesino di Codogno è il primo focolaio italiano. Il segnale d’emergenza è scattato quando una coppia, un trentottenne e sua moglie incinta di otto mesi, sono risultati positivi al tampone. Il giovane, recatosi recentemente al Pronto soccorso di Codogno, potrebbe aver contagiato la settantacinquenne deceduta il 22 di febbraio nel lodigiano.

Attualmente si contano 132 casi: 88 in Lombardia, 24 in Veneto, 9 in Emilia Romagna, 6 in Piemonte e 2 nel Lazio. Siamo al quarto posto nella classifica mondiale per contagio.

Le misure precauzionali adottate nel nostro Paese

Dal 30 gennaio 2020 l’Italia ha bloccato tutti i voli da e per la Cina per 90 giorni; lo stop del traffico aereo coinvolge gli aeroporti di Milano Malpensa, Roma Fiumicino, Taiwan e le aeree della Repubblica Popolare Cinese, incluse le Regioni Amministrative Speciali di Hong Kong e Macao.

Di fronte all’attuale emergenza sanitaria internazionale dichiarata dall’OMS è stato approvato un decreto legge volto a  prevenire e contenere il virus. Il sito del Ministero della Salute segnala come misure precauzionali:

  • il divieto di allontanamento e quello di accesso al Comune o all’area interessata;
  • la sospensione di manifestazioni, eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato;
  • la sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole e dei viaggi di istruzione;
  • la sospensione dell’apertura al pubblico dei musei;
  • la sospensione delle procedure concorsuali e delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;
  • l’applicazione della quarantena con sorveglianza attiva a chi ha avuto contatti stretti con persone affette dal virus e la previsione dell’obbligo per chi fatto ingresso in Italia da zone a rischio epidemiologico di comunicarlo al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente, per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva;
  • la sospensione dell’attività lavorativa per alcune tipologie di impresa e la chiusura di alcune tipologie di attività commerciale;
  • la possibilità che l’accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità sia condizionato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale;
  • la limitazione all’accesso o la sospensione dei servizi del trasporto di merci e di persone, salvo specifiche deroghe.

Noi cosa possiamo fare nel nostro piccolo?

Nella condizione di crisi e paura in cui ci troviamo ci sono dei piccoli accorgimenti da seguire, così da proteggerci. Alcuni consigli potranno sembrarci banali oppure già inglobati nella nostra quotidianità, ma meritano di essere seguiti per tutelare noi stessi e chi ci circonda, per non scordarsi mai di abbandonare il senso civico anche nei momenti di massima allerta.

1. Lavarsi spesso le mani: la disinfezione è una fonte di prevenzione primaria, in quanto elimina il virus. Le mani andrebbero lavate per circa 20 secondi con acqua e sapone oppure con un disinfettante a base di alcool al 60%

2. Evitare il contatto con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute: il virus è contenuto nelle goccioline di saliva e si trasmette a distanza ravvicinata, proprio per questo si dovrebbe mantenere un metro di distanza da chi mostra sintomi sospetti.

3. Non toccare occhi, naso e bocca con le mani:il virus si trasmette principalmente per via respiratoria, ma anche attraverso occhi, naso, e bocca. Le mani, entrando in contatto con superfici contaminate, potrebbero diventare un mezzo di trasmissione.

4. Coprire naso e bocca quando si starnutisce: si tratta di una regola di buona creanza. Se si ha un’infezione respiratoria acuta si dovrebbero evitare contatti ravvicinati con altre persone e starnutire o tossire all’interno del proprio gomito. Perché non utilizzare le mani? Perché con le mani potremmo contaminare cose o persone.

5. Non prendere farmaci antivirali o antibiotici se non prescritti dal medico: gli antibiotici funzionano contro i batteri, il Covid-2019 è un virus e in quanto tale non ne subisce gli effetti.

6. Pulire le superfici con disinfettanti a base di alcool o cloro: i disinfettanti a base di candeggina, cloro, solventi, etanolo al 75%, acido peracetico e cloroformio possono uccidere il Coronavirus. Usare, quindi, questi prodotti su superfici potenzialmente contaminate.

7. Utilizzare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si assistono persone malate: l’OMS consiglia l’utilizzo delle mascherine se si presentano sintomi legati al Coronavirus o se ci si occupa di persone che potrebbero essere infette (ad esempio, nel caso siano recentemente rientrate dal territorio cinese).

8. Contattare il numero verde 1500 se si presentano sintomi sospetti e si è rientrati dalla Cina da meno di 14 giorni:il periodo di incubazione del virus è compreso tra 1 e 14 giorni. Tra i sintomi possiamo citare: febbre, tosse, difficoltà respiratorie, dolori muscolari e stanchezza. Nel caso di viaggi in Cina o di contatti con persone recentemente tornate dalle aree colpite e con sintomi sospetti sarebbe bene contattare il numero verde 1500. Non recarsi direttamente al pronto soccorso più vicino a noi, potremmo infettare il personale medico e gli altri pazienti presenti sul luogo. Il Ministero della Salute sta fornendo a tutti i medici della medicina generale una scheda di triage telefonico. Di che cosa si tratta? Di un insieme di domande che  verranno poste telefonicamente in caso si sospetti un contagio da Covid-19.

Per concludere: i falsi miti da sfatare

Molti evitano gli acquisti online, temono che un pacco Made in China possa contagiarli. L’OMS spiega che il Coronavirus ha vita breve sulle superfici, proprio per questo prodotti in arrivo dal territorio cinese non possono essere un veicolo di diffusione.

Guardiamo con sospetto anche cani e gatti: possono diffondere il Covid-19? Attualmente non vi sono prove che accertino questo timore, ma è bene lavarsi le mani con acqua e sapone dopo aver coccolato i nostri amici animali.

La paura, si sa, genera fobie, spesso poco plausibili e irrazionali. Un’altra regola d’oro per affrontare il Coronavirus? Basta smanettare sul web incappando in fake news che ci rendono solo cittadini ansiosi e disinformati. Dobbiamo ascoltare pareri medici e fonti affidabili in grado di prenderci per mano e aiutarci ad affrontare questa fase incredibilmente delicata.

 

 

 

 

 

One Comment

  1. Francesco S. Francesco S.

    Articolo utile e ben scritto. “Non scordarsi mai di abbandonare il senso civico anche nei momenti di massima allerta” è una frase da incorniciare, che tutti dovremmo tenere bene in mente in questi giorni.

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