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Oggi Lavrov a Roma per rilanciare i rapporti Russia-Ue4 min read

L’Italia tenta di riallacciare il dialogo con la Russia. Oggi il ministro degli Esteri della Federazione Russa, Serghej Lavrov, sarà infatti a Roma per incontrare il proprio omologo Luigi Di Maio. Lavrov sarà accompagnato dal ministro della Difesa russo, Sergej Shoigu. La visita dei due esponenti del Cremlino avviene in occasione della riunione del formato 2+2 (l’ultima tra Italia e Russia risale al 2013), in cui i ministri degli Esteri e della Difesa dei due paesi – alla riunione sarà presente il titolare del dicastero della Difesa italiano, Lorenzo Guerini – si incontrano per discutere dei principali temi di attualità internazionale. Sul tavolo non solo i rapporti Nato-Russia e le guerre in Siria e Libia, ma anche «questioni internazionali urgenti come la stabilità strategica e il controllo degli armamenti».

Sergej Lavrov con Giuseppe Conte in occasione del forum MED organizzato da Ispi lo scorso dicembre a Roma

In un’intervista ieri a la Stampa Lavrov ha sottolineato l’importanza delle relazioni tra Federazione Russa e Italia, dal momento che i due Paesi «vantano una lunga storia, si fondano su tradizioni solide, su una pluriennale esperienza di positiva collaborazione e su un significativo capitale di fiducia». I capi delle diplomazie dei due Paesi cercano, quindi, di rilanciare i rapporti dopo anni di gelo. Ci sono, infatti, dossier spinosi che spingono Roma e Mosca a parlarsi nonostante le sanzioni dell’Unione Europea nei confronti della Russia. Le frizioni tra l’Ue e il Cremlino derivano dall’atteggiamento tenuto negli ultimi anni dalla Russia su due scenari importanti: la crisi in Ucraina e l’annessione russa della Crimea.

I nodi da sciogliere: Ucraina e Crimea

In risposta al coinvolgimento russo nella guerra in Ucraina e all’annessione della Crimea nel marzo 2014, l’Ue ha introdotto corpose sanzioni alla Federazione Russa. Le misure restrittive variano dalle sanzioni contro singoli individui (congelamento di beni, divieto di viaggio etc.) a quelle commerciali. Passando per l’attuazione di misure diplomatiche significative come l’esclusione della Federazione Russa dal G8. L’Ue ripete come un mantra che, finché la Russia non rispetterà il diritto internazionale interrompendo le «attività destabilizzanti» in supporto dei separatisti russi in Ucraina, il regime sanzionatorio rimarrà.

Fonte: https://www.consilium.europa.eu/it/infographics/eu-sanctions-against-russia-over-ukraine/

Nonostante qualche timida iniziativa nelle sedi europee, i nostri governi hanno sempre rinnovato le sanzioni contro Mosca. Esse incidono considerevolmente sulla nostra economia: si stima che il valore delle nostre esportazioni sia diminuito di 4 miliardi nel giro di quattro anni, provocando un danno enorme alle nostre imprese. Tutto ciò ha ovviamente inciso nei rapporti bilaterali tra Roma e Mosca. Con il Cremlino che ha di fatto cessato di essere un interlocutore dell’Occidente.

Perché l’Italia è importante per Mosca

Ed è proprio nell’ottica di un riavvicinamento all’Ue che l’Italia gioca un ruolo fondamentale. Se da un lato il regime delle sanzioni permane, dall’altro sia Ue che Russia vogliono dialogare sui temi in cui esiste una convergenza strategica. Primo: l’Europa sa benissimo che la stabilizzazione in Medio Oriente e in Nord Africa passa anche attraverso un ruolo attivo di Mosca. Lotta al terrorismo e contenimento dei flussi migratori, quindi, dipendono anche dall’attività internazionale della Federazione Russa. Dunque, considerare un partner strategico la Russia di Putin diventa una questione di interesse generale per l’Ue. Secondo: anche il Cremlino considera fondamentale la risoluzione del conflitto libico. Non tanto per una questione di sicurezza nazionale; ma piuttosto perché il paese nordafricano può diventare il trampolino di lancio per la ripresa di negoziati con l’Ue. Diventare il garante della stabilizzazione in Libia confermerebbe il ruolo imprescindibile di Mosca negli equilibri in Medio Oriente.

Incontro tra il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio e il generale Khalifa Haftar lo scorso 17 dicembre

Da qui l’importanza dell’Italia. Il nostro paese, affacciandosi sul Mediterraneo, lavora per la stabilizzazione della Libia. Per far ciò deve interloquire con tutti gli attori esterni coinvolti nella guerra del Paese che fu di Gheddafi. Convergenze tra Russia e Italia, quindi, esistono anche se gli interessi in gioco spesso collidono – mercenari russi della Wagner sostengono il generale Khalifa Haftar, mentre l’Italia appoggia il governo di al-Serraj. Per Putin la Libia potrebbe diventare il banco di prova per rilanciare i rapporti con l’Ue; e l’Italia – che ha storicamente lavorato per una distensione tra l’Occidente e l’orso russo – potrebbe perciò riacquistare quella centralità nella politica internazionale che è stata persa negli ultimi anni.

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