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Industria, senza gli investimenti privati l’Italia cadrebbe a picco3 min read

Last updated on 17 Febbraio, 2020

L’industria italiana non sta sicuramente passando un buon momento e gli ultimi
dati forniti dall’Istat sono esemplificativi in tal senso. La produzione
industriale infatti nel 2019 è tornata a registrare un segno negativo, il peggior
risultato dal 2014 e in progressivo peggioramento tendenziale. Come se non
bastasse, gli ultimi due anni sono stati di complessiva gelata degli investimenti
privati, che nella manifattura grazie a Industria 4.0 avevano preso a crescere a
tassi molto rilevanti. Tuttavia le decisioni dei recenti governi, di accantonarla
prima e di ripristinarla modificandola solo ora, non hanno giovato al settore
manifatturiero, che si è ritrovato di nuovo in una situazione di stallo. Questo,
insieme a una sostanziale incomprensione del governo per i fenomeni
industriali, ha contribuito a rendere la classe politica invisa agli occhi delle
imprese.

“Per gettare le basi di un nuovo e diverso rapporto di collaborazione”,
lo scorso mercoledì a Milano il ministro dello Sviluppo Economico Stefano
Patuanelli ha incontrato gli imprenditori di Assolombarda, la più importante
associazione del sistema Confindustria che riunisce gli industriali delle province
di Milano, Lodi e Monza e Brianza. Tanti i temi toccati durante il confronto, a cui
hanno preso parte 500 imprenditori, tra il ministro e il presidente di
Assolombarda Carlo Bonomi: si è parlato del rilancio di industria 4.0,
della presenza italiana ai grandi tavoli internazionali, degli investimenti in
infrastrutture strategiche per lo sviluppo del Paese e della transizione
energetica, della bassa produttività nazionale e infine del trasporto aereo.

Nel suo intervento Bonomi ha espresso tutta la delusione degli industriali
italiani per l’operato dell’ultimo ministro dello Sviluppo Economico (Di Maio)
ma, allo stesso tempo, ha teso la mano a chi adesso si ritrova a ricoprire tale
incarico: “L’isteria e la schizofrenia regolatoria che la politica ci ha consegnato
con ripetuti esempi quando si parla di industria è per il sistema produttivo fonte
di una forte frustrazione. Ma se oggi con il Ministro Patuanelli intendiamo però
gettare le basi di un nuovo e diverso rapporto di confronto e collaborazione con
le imprese, noi ci siamo. Non chiediamo di meglio. Come imprese, abbiamo la
certezza che la politica debba maturare tutt’altra consapevolezza rispetto a ciò
che serve a una prospettiva di crescita vera e stabile. Finora non siamo stati
ascoltati e i risultati, purtroppo, si vedono.”

Patuanelli invece, nel suo discorso, ha parlato delle iniziative che il Governo e il
Ministero dello Sviluppo Economico stanno mettendo in campo per le imprese:
da Transizione 4.0 al Fondo Nazionale Innovazione, dal Marchio Storico al
Piano Industriale a cui si sta lavorando con le forze di maggioranza e con tutti
gli attori coinvolti. L’obiettivo è avere una visione di Paese e di industria da
qui a 10 anni e per questo stiamo lavorando tutti insieme in quella direzione.

Le imprese sono, infatti, il traino per lo sviluppo economico e produttivo del
Paese, ma hanno bisogno di norme certe e di uno Stato che sia dalla loro parte,
che sappia ascoltare le loro richieste e quelle dei lavoratori, e che attui le misure più opportune per non ostacolarle, anzi per dargli quella spinta in più
che le renda competitive in Europa.

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