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Sciopero aerei: i sindacati chiedono riforme e finanziamenti2 min read

Last updated on 5 Giugno, 2020

Nella giornata di oggi 14 gennaio, in cui si è verificato un grave incidente sulla Metropolitana di Napoli che ha visto scontrarsi due treni e che ha causato 13 feriti, a tenere banco sul fronte Mit è la iniziale intera giornata di scioperi delle compagnie aeree proclamata dai sindacati Unica e da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl-Ta/Assivolo Quadri poi ridotta a 4 ore (dalle 13 alle 17) dal ministro Paola De Micheli.

Paola De Micheli, 46 anni, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Non la prendono bene i sindacati, che parlano di “limitazione all’esercizio del diritto di sciopero” e che chiedono una riforma del trasporto aereo che combatta il dumping e la competizione selvaggia tra servizi di terra e di aria oltre ad un focus sul mancato finanziamento del Fondo di Solidarietà del trasporto aereo. Al centro dell’attenzione anche le vertenze sui dossier Volotea ed Easyjet.

Alitalia ha disposto la cancellazione di 139 voli. Proprio la compagnia di bandiera italiana è uno dei temi caldi: su Alitalia “nessuna eutanasia. E’ venuto però il momento di lavorare a una seria opera di ristrutturazione” ha affermato il presidente del consiglio Conte in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Dopo l’ingresso come azionisti di Air France-KLM e di Etihad Airways e il loro relativo divorzio con la compagnia italiana, e anni di polemiche, scioperi e rischi di fallimento dell’azienda, il governo ha concesso un prestito che andrà restituito entro sei mesi dall’erogazione come approvato oggi dall’emendamento votato all’unanimità dalla Camera dei Deputati. C’è chi ha ventilato la possibilità dell’ingresso di Atlantia nelle quote di Alitalia: ma non sarebbe una contraddizione revocare le concessioni autostradali ad Atlantia per inaffidabilità e d’altra parte considerarla un punto d’appoggio quando serve su un altro dossier?

I sindacati chiedono a questo governo, come già fatto con quello precedente, di preservare i posti di lavoro da rischi di licenziamenti di massa ma anche maggiori tutele e disponibilità finanziarie per un servizio essenziale per il paese che soffre da anni di inadempienze e dimenticanze. Non si può non ricordare come i prezzi dei voli siano eccessivamente schizzati all’insù durante le feste, specie di quelli diretti a Sud da Nord, gravando sulle tasche delle famiglie. Se non un’ingiustizia, poco ci manca: è un tema sul quale un intervento di aiuto, come un calmiere, forse sarebbe auspicabile.

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