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PA a caccia di trasparenza: la riforma della comunicazione degli enti pubblici.1 min read

Continua il percorso intrapreso dalla Pubblica Amministrazione nel tentativo di ammodernare i propri strumenti di relazione con il cittadino. Giovedì nove gennaio, infatti, al Ministero della Pubblica Amministrazione, ha avuto luogo una riunione tra le principali parti interessate (Formez PA, Ordine dei giornalisti, le università e diverse altre), con l’obiettivo di riformare la legge 150 del 2000, che ancora disciplina le modalità di comunicazione degli enti pubblici.

Chiaramente, un ordinamento vecchio di vent’anni non è più adatto a delineare il processo comunicativo della Pubblica Amminsitrazione in piena epoca social. Così, nell’ambito della Open Government Partnership, iniziativa internazionale volta a promuovere la trasparenza dei governi, sostenere la partecipazione civica, combattere la corruzione e portare nelle Pubbliche Amministrazioni nuove tecnologie a sostegno dell’innovazione, nasce lo sforzo di superare la legge 150 rivoluzionando le modalità di comunicazione degli enti pubblici.

A guidare il gruppo di lavoro è Fabiana Dadone, ministro della Pubblica Amministrazione, che ha sottolineato come la riforma sia connessa al ruolo chiave dei feedback diretti dei cittadini: «La rivoluzione tecnologica, internet, i social media, le piattaforme di messaggistica: si tratta di strumenti che rendono centrale la partecipazione del cittadino, tema chiave del mio mandato, e che impongono una riforma profonda della legge su informazione e comunicazione della Pa, vecchia addirittura di 20 anni».

Una posizione, insomma, che mette in risalto il ruolo di democrazia diretta degli strumenti social, da sempre molto caro al Movimento Cinque Stelle. In un paese in cui spesso gli enti pubblici appaiono spesso nebulosi, oscuri ed inefficienti, la sfida in atto è quella di rivoluzionare completamente l’aspetto comunicativo.

Riavvicinare il cittadino alla macchina burocratica, spesso vista come irraggiungibile e distante dal cittadino comune, sarà di certo un processo lungo e graduale, di cui osservare con pazienza gli sviluppi.

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