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Haftar saluta Mosca senza firmare, continua il negoziato per la pace in Libia2 min read

Il generale Khalifa Haftar scappa da Mosca senza firmare l’accordo per cessare il fuoco in Libia. Non è riuscito neanche Vladimir Putin a far firmare un documento congiunto per la tregua con Fayez al-Sarraj. Di primo mattino il generale della Cirenaica ha lasciato la capitale russa e il motivo può essere quello di aver notato una certa fretta di firmare l’accordo nel momento in cui le truppe del generale stanno per entrare a Tripoli. Lo ha confermato all’ANSA una fonte di alto livello dello Lna, l’esercito Nazionale libico di cui Haftar è comandante generale. Infatti nonostante il parlamento libico è insediato a Tobruk e Bengasi, molti parlamentari si riuniscono anche nella capitale libica per appoggiare l’attuale premier.  L’accordo stipulato prevedeva sette punti

  1. Garantire l’osservanza incondizionata della cessazione delle ostilità, entrata in vigore il 12 gennaio 2020 alle 00:00
  2. Definire una linea di combattimento e di contatto che garantisca un cessate il fuoco sostenibile supportato dalle misure necessarie da adottare per stabilizzare la situazione sul terreno e normalizzare la vita quotidiana a Tripoli e in altre città
  3. Garantire l’accesso, la consegna, lo stoccaggio e la distribuzione sicura dell’assistenza umanitaria a chi ne necessita
  4. Designare i membri della commissione militare 5 + 5 come previsto dal piano d’azione UNSMIL al fine di: a) determinare la linea di combattimento tra le parti opposte b) monitorare l’attuazione del cessate il fuoco c) assicurare la sostenibilità del cessate il fuoco
  5. Designare rappresentanti per partecipare ai colloqui in materia economica, militare (e di sicurezza) e politica avviate dal rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per la Libia
  6. Formare gruppi di lavoro incaricati di elaborare, attraverso negoziati, le modalità dell’insediamento politico intra-libico, la soluzione delle questioni umanitarie e la ripresa economica del paese
  7. Organizzare la prima riunione dei gruppi di lavoro nel gennaio 2020

Haftar aveva chiesto tempo per riflettere e il risultato è un nulla di fatto. Sembrerebbe che il generale stia prendendo tempo per concordare con i propri paesi alleati le prossime manovre da dover fare. Tale mossa non è piaciuta al presidente turco Erdogan il quale ha comunicato di «infliggere una lezione» ad Haftar nel caso in cui dovesse riprendere con i suoi attacchi. Erdogan ha inoltre rivendicato il ruolo di Ankara nella crisi libica: «Se la Turchia non fosse intervenuta, Haftar avrebbe preso il pieno controllo della Libia».

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